6 Novembre 2006

“Da tempo chiediamo maggior coordinamento energetico“

Bersani: “Governi sconnessi“

Il ministro per lo Sviluppo Economico accusa l`Europa “Da tempo chiediamo maggior coordinamento energetico“

Rienzi del Codacons “Fatevi risarcire“ Fulvio Conti (Eni) “Abbiamo retto bene“




ROMA. “Ho chiesto un rapporto alla società della rete che avrò forse domani (oggi, ndr). La reazione, mi pare di poter dire, è stata immediata. I distacchi hanno funzionato. Inconvenienti come quello che si è verificato in Germania significano che le reti sono interconnesse ma che i Governi non sono interconnessi: serve più Europa“. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani. “E` da tempo che chiediamo più Europa per coordinare il settore energia“. Il governo tedesco ha criticato ieri, attraverso il ministro dell`Economia Michael Glos (Csu), il comportamento della società Eon. La quale, in un comunicato diffuso a Berlino, ha ammesso che l`assenza di corrente in Europa occidentale potrebbe essere dipesa da una “operazione di routine“ effettuata durante la notte. Le prime indagini sembrano indicare, ha reso noto Eon, che la corrente potrebbe essere mancata come risultato di un sovraccarico delle condotte elettriche nella Germania nord-occidentale. Un ramo elettrico era stato disattivato per precauzione in Bassa Sassonia non lontano dall`Olanda, in vista del passaggio di una nave di grandi dimensioni, appena varata. Si tratta della Norvegian Pearl, una nave da crociera di lusso in grado di portare 2.400 passeggeri in 1197 cabine, che dopo 22 mesi di lavori nei cantieri navali di Papenburg doveva essere spostata a Eemshaven, un porto dell`Olanda da dove a fine novembre, dopo le ultime prove in mare, partirà per il varo a Southampton, in Gran Bretagna, e poi per la sua prima crociera il 2 dicembre da Dover (Gb) a Miami in Florida (Usa). Per arrivare al mare del Nord la nave deve scendere lentamente lungo il fiume Ems, ed in alcuni punti esiste il rischio che urti un elettrodotto, quello che corre da nord a sud lungo il confine della Germania con l`Olanda. Gli utenti che per diversi minuti sono rimasti senza luce a causa del blackout “devono essere risarciti“. Lo sostiene il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, mettendo in evidenza che “il black-out di ieri la dice lunga sulle carenze del sistema energetico italiano“. “Così come avvenne per il black-out del 2003, gli utenti che per diversi minuti si sono ritrovati nell` impossibilità di utilizzare l`energia elettrica devono essere risarciti. Per questo l`associazione – prosegue Rienzi – invita i cittadini delle zone colpite dalla mancanza di corrente elettrica a rivolgersi al numero unico dell` associazione: 892007 per valutare con i legali la possibilità di intentare causa di risarcimento dinanzi al giudice di pace delle varie città per ottenere i danni relativi ai minuti trascorsi totalmente al buio senza poter utilizzare alcuna forma di energia elettrica“. Per l`amministratore delegato dell`Eni Fulvio Conti, l`evento che ha colpito parte dell`Europa e alcune regioni d`Italia “dimostra l`urgenza di un maggior coordinamento tra i gestori delle reti in stretto rapporto con gli operatori dei rispettivi paesi per poter governare efficacemente un sistema europeo dell`energia sempre più interconnesso“. “Il sistema elettrico italiano – ha detto – ha reagito bene all`improvvisa interruzione delle forniture dall`estero, particolarmente significative la notte quando le centrali nucleari dei paesi vicini possono esportare verso l`Italia a condizioni competitive. Le centrali, allertate dal gestore – ha concluso Conti – hanno tempestivamente colmato il vuoto lasciato dalle importazioni e in pochi minuti la situazione è tornata alla normalità in tutto il paese“. L`Europa si è salvata per un soffio, è stato il commento di uno dei gestori austriaci Power Grid Ag, il quale in un comunicato ha rilevato che “se questo fosse accaduto in una normale giornata lavorativa, non si sa quali conseguenze avrebbe potuto avere“. A chi guarda alla questione sotto il profilo della politica europea, il principale sindacato francese dell`Edf, che segue con attenzione la progettata fusione fra Suez e Gas de France, pone il problema sotto una luce diversa.

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