Dialogo con i lettori
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fonte:
- La Sicilia.it
ì Un quotidiano nazionale, “La Repubblica“, pubblica un “pezzo“ sugli stipendi d`oro pagati dalla Regione ai manager. Il signor Gianluigi Cosentino ci invia una breve lettera sostanzialmente di rimprovero per non avere fatto altrettanto. Evidentemente il signor Cosentino non legge il nostro giornale. Vista questa sua lacuna, gli consigliamo di dedicare un po` del suo prezioso tempo alla lettura delle nostre collezioni. Sugli sprechi della Regione, sulla gestione allegra degli enti economici, su quella degli enti locali, sugli stipendi d`oro dei manager, sugli emolumenti dei deputati, sul proliferare dei gruppi parlamentari dell`Ars per l`acquisizione di contributi fuori misura, sull`aumento del numero dei deputati segretari dell`Ars, troverà di che leggere. E ne sarà compiaciuto. Ma la nostra filosofia è stata sempre improntata a serenità di giudizio, nel rispetto del contribuente. Gli stipendi d`oro ai manager sono frutto della legge di riforma burocratica, varata dall`Ars nel 1999, maggioranza di centrosinistra, ma questo poco importa: di fronte agli sprechi, non c`è colore politico che tenga. Il problema non è nel quanto, ma nella proporzione del dare ed avere. I manager costano, ma se la loro produzione è conseguente bene, altrimenti vanno a casa. Lo scandalo non sta nell`entità degli stipendi, ma nella resa inferiore agli impegni e sul fatto che nessuno prende provvedimenti. Senza andare troppo lontani, altrimenti un intero giornale non basterebbe, riportiamo stralci di recenti nostre prese di posizione. Luglio della scorsa estate, in fase di formazione degli organi istituzionali dell`Ars, i Ds pongono il problema di aumentare da tre a quattro i deputati segretari. Il Codacons ricorre alla Corte di Conti. Questo il nostro commento, identico a quelli di inizio della precedete legislatura, nel 2001: “In effetti, va detto che proprio mentre da tutte le parti si chiedono tagli alle spese inutili o superflue, sarebbe stato opportuno evitare l`elezione del quarto deputato segretario. Un principio discutibile, entrato in vigore di fatto nella passata legislatura. L`incidenza di 300 mila euro annui nel mare magnum del Bilancio della Regione, a cui attinge l`Ars, non sarebbe stratosferica. Ma che si tratti di uno spreco non ci sono dubbi. Se il bilancio della Regione richiede sacrifici magari dolorosi quanto necessari, si deve evitare di aggiungere ulteriori spese, piccole o grandi che siano“. Agosto scorso: fa scalpore l`aumento dei compensi dei deputati regionali. Questa la nostra posizione (La Sicilia dell`11 agosto): “Lo scandalo c`è, ma riguarda la quantità di lavoro dell`Ars rispetto al Senato, cui è parametrata. L`Ars è un Parlamento e ne ha la struttura. Il problema è che a Palazzo dei Normanni, da qualche decennio, si lavora meno del Consiglio comunale di una città media. Se è vero che a parità di lavoro si corrisponde uguale trattamento, l`Ars rispetto al Senato è in difetto“. Speriamo che, con questo, nel signor Cosentino cadano quei pregiudizi che forse, come abbiamo detto all`inizio, lo hanno portato a non leggere sinora “La Sicilia“.
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