25 Ottobre 2006

Via Anelli e dintorni, la difficoltà di convivere con il diverso

Gli immigrati stranieri di oggi, gli emigrati italiani di ieri

Via Anelli e dintorni, la difficoltà di convivere con il diverso

Nessuno, né a destra, né a sinistra è riuscito a rendere Via Anelli più vivibile. Le opposizioni di turno ne approfittano e speculano per vessare alla maggioranza del momento. Certo che il muro non aiuta affatto la situazione, anzi, richiama alla memoria ricordi lontani, ma sempre vivi: i muri dei ghetti degli ebrei ed il muro di Berlino. Ancora destra e sinistra Insomma, l`integrazione è difficile, soprattutto, quando c`è chi specula sulla pelle del forestiero affittando con cifre impossibili e a nero gli alloggi, procurando lavoro sempre nero , schiavizzando le ragazze costrette a prostituirsi, organizzando viaggi della speranza, bande di spacciatori e ladri Sono persone spesso di nazionalità italiana che, insieme con altri capi stranieri, stanno al vertice della mala extracomunitaria, sono pochi, appartati e sempre più ricchi. (…)Anche i politici pasticciano. I ghetti dei neri, degli arabi e di quelli dell`est, sono nati a poco a poco senza controllo, c`è chi li denigra e chi li adora. I ghetti d`oggi sono terreno fertile per le bande ed i malavitosi, dove l`anarchia e le diverse appartenenze sfidano le regole dello stato che li ospita. Manca totalmente un`informazione minima sulle leggi, gli usi e i costumi italiani. I politici arrancano, ma continuano a non capire che l`integrazione di popoli diversi non avviene ghettizzandoli ma “mischiandoli“ tra loro insieme con gli italiani(…). Poi ci si mettono pure i no-global, che evidentemente non mangiano il pane suddetto, e si aggiunge “casino a casino“. C`è chi assicura che la polizia li ha caricati, chi invece sostiene che sono stati i dimostranti a cominciare, sta di fatto che Via Anelli tra muri, spacciatori , ladri , prostitute, neri, arabi, gente dell`est ,polizia e no-global che se le danno di santa ragione, si sono mischiati in modo negativo.(…) E` proprio un pasticciaccio brutto. Eppure l`Italia è piena di persone straniere perfettamente integrate anche con le loro diversità. E` bello vedere la ragazza con il capo coperto e abiti castigati, a braccetto con altre ragazze, venete, con minigonna tutte imbellettate che chiacchierano e ridono leccando un gelato. Ci sono signore anziane accudite da “badanti“dell`Est. Ci sono operai, muratori, autisti e anche imprenditori che in ogni caso lavorano e sono utili per noi e per il nostro paese. Era così anche quando i “terroni“ arrivarono al nord, anzi, ancora prima, quando i veneti si trasferirono in Lombardia ed in Piemonte, erano chiamati “polentoni“, “ignurant“, “beoni“ ecc. ecc. Nacquero i ghetti anche allora, anche allora le prigioni e le fabbriche erano piene di terroni e polentoni, anche allora le donne, soprattutto anziane, del profondo sud e le venete andavano in giro con il fazzoletto nero in capo. Come dire: ogni popolo ha i belli e i brutti, i buoni ed i cattivi. Una volta mi persi nel grande mercato di Minna (Nigeria del nord) e sconfinai nella zona araba, le donne non gradirono la mia pelle bianca chiamandomi “pig“ (maiale), anche la mia nudità, gonna e camicetta, fu oggetto di commenti poco edificanti. V`assicuro che non è stato piacevole, mi sono sentita offesa e contemporaneamente violata, ho avuto paura e sono scappata. Lo stesso sentimento lo provavo ogni volta che a Milano qualcuno mi diceva: “Polentona, torna al tuo paese ci porti via il lavoro, il pane dalla bocca“( N.B. ero una bambina che frequentava le elementari). La stessa cosa succede anche ai neri, quando li chiamiamo negri o peggio ancora sporchi negri e quando li definiamo scimmie, beduini, marocchini. Appelliamo allo stesso modo anche chi è arabo o israeliano. Tutto questo per dire com`è difficile convivere con il diverso, il forestiero, “quello che porta sporcizia, malattie, delinquenza e malaffare“. E` un peccato, anche perché molti di noi sono stati, a loro volta, forestieri, non solo in terre lontane, ma anche in patria. Un po` di buon senso a tutti, belli e brutti, buoni e cattivi, italiani ed extracomunitari.


Maria Chiara Crivellariresponsabile Codacons uff. regionalerelazioni istituzionali Presidente Rovigo e Bassa Padovana.

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