20 Ottobre 2006

È giallo sul treno investitore già deragliato nel 2005




Roma – Il treno RA 311.0, quello al centro del disastro nella metropolitana di Roma è lo stesso che poco più di un anno fa, il 28 aprile 2005, dopo aver abbattuto i respingenti di fine corsa dentro il deposito Metro di Osteria del Curato, sbucò col muso in via Lucrezia Romana, proprio sopra il marciapiede di questo stradone al Tuscolano. Un «precedente» che ora appare inquietante e che i vertici di Met.ro. dopo aver cercato in un primo tempo di negare, hanno dovuto ammettere.
Maurizio Pellegrini, il conducente collaudatore che guidava il treno, non ha comunque dimenticato quel brutto giorno quando il treno ha proseguito la sua corsa, infilandosi dentro il muro di recinzione e restando penzoloni di fronte agli occhi sbalorditi degli abitanti dei vicini palazzi del Villaggio Appio. Pellegrini fu estratto dalla sua scomoda posizione, per fortuna illeso, ma sotto choc.
«Ci si chiede chi abbia autorizzato l?utilizzo di un treno dopo che lo stesso ha riscontrato problemi ai freni subendo addirittura un deragliamento – afferma il Codacons – Alla luce di tali fatti chiediamo di sospendere cautelativamente la circolazione di tale modello di treno, e sottoporre tutti i convogli di quel tipo a revisione straordinaria, al fine di garantire al meglio la sicurezza dei passeggeri».
E i vertici di Met.ro, per limitare i danni, invitano i loro dipendenti a non rilasciare dichiarazioni: « Se c`è qualcuno che è in possesso di provate informazioni su irregolarità nella gestione dei sistemi di sicurezza è bene che si rivolga al magistrato e al presidente della commissione d?inchiesta, istituita ieri dall?azienda, evitando di rilasciare dichiarazioni poco attendibili ed anonime. Con questa indicazione non intendiamo minimamente limitare la libertà individuale di espressione, piuttosto garantire che informazioni di tale importanza per l?inchiesta siano veritiere, chiare, complete, affidate prioritariamente a chi sta conducendo l?indagine e, soprattutto, non anonime». Tutto ciò mentre il presidente della società, Stefano Bianchi dichiara: «La responsabilità di un presidente è rimanere al suo posto per fare andare avanti la commissione d?inchiesta e avviare gli interventi individuati come necessari. Ma se la commissione appurerà mie responsabilità nella vicenda, mi farò da parte?.
E mentre si aspettano le registrazioni delle telecamere fisse della galleria della stazione di Piazza Vittorio, oggi si riunirà per la prima volta la commissione d?inchiesta, che avrà 60 giorni per concludere i lavori, esaminando anche la scatola nera del convoglio coinvolto nell?incidente. E sempre oggi, in occasione dei funerali della giovane Alessandra Lisi unica vittima dell?incidente, il Comune di Roma ha proclamato il lutto cittadino: tutta la flotta di Atac Spa (bus, filobus, tram e metropolitane), gestita dalle società Trambus Spa, MetRo Spa e Tevere Tpl, uscirà dai depositi listata a lutto. Sul fronte delle indagini, invece, il difensore del macchinista Angelo Tomei, che era alla guida del convoglio investitore, ha avuto ieri un primo incontro con il pubblico ministero Elisabetta Ceniccola. Secondo il penalista, il guidatore non avrebbe avuto la percezione che il treno non si stava fermando quando davanti a lui c`era l?altro convoglio. Il penalista ha confermato che il macchinista si trova ancora in uno stato di choc e che non ricorda nulla di quanto accaduto. In merito alla dinamica del sinistro, per il momento l?avvocato non fa alcuna ipotesi, sottolineando che soltanto gli esperti, quando sarà possibile, potranno dare una risposta ai numerosi interrogativi ancora aperti.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this