17 Ottobre 2006

L`Istat corregge il dato rispetto alle anticipazioni

L`Istat corregge il dato rispetto alle anticipazioni: a settembre – 0,1%. Udeur: bene le liberalizzazioni

Cala l`inflazione a settembre. Secondo l`Istat, a livello congiunturale, l`indice segna la prima flessione da 10 anni. Il dato tendenziale si è invece attestato al 2,1%, in frenata rispetto al 2,2% di agosto. Ad aiutare la flessione del carovita è stata la discesa dei prezzi energetici: i combustibili domestici infatti, a livello congiunturale, sono scesi dell`1,9%. Un risultato parzialmente controbilanciato dall`accelerazione dei prodotti alimentari (più 0,3%). Al netto dei prodotti energetici, il costo della vita che ad agosto si era stabilizzato all`1,6%, è risalito a settembre di due decimi di punto. I capitoli di spesa ad aver subito incrementi più marcati nell`arco degli ultimi dodici mesi hanno interessato abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,7%), bevande alcoliche e tabacchi (+5,1%) e altri beni e servizi (+2,7%). Significativi aumenti anche per i prezzi degli alimentari e bevande analcoliche (+2,5%) e dei servizi ricettivi e di ristorazione (+2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno). Al contrario si conferma la tendenza alla flessione dei prezzi delle comunicazioni, che negli ultimi dodici mesi sono diminuiti del 3,4%, mentre restano invariati su base tendenziale i prezzi dei servizi sanitari e spese per la salute. Nell`analisi del solo comparto energetico invece emerge la flessione del prezzo della benzina verde, che ha registrato variazioni negative rispetto sia ad agosto 2006 (-6,8%) sia a settembre 2005 (-0,2%). Il prezzo del gasolio è diminuito dell`1,8% rispetto al mese precedente e aumentato, invece, dello 0,8% rispetto a settembre dello scorso anno. Tra le voci invece ancora in salita quella del comparto alimentare che ha registrato un`accelerazione della crescita dei prezzi della carne (+3,3% a settembre) mentre quelli di pesce e prodotti ittici hanno fatto segnare una crescita tendenziale del 4,2% (+4,1% ad agosto). Per la frutta il tasso tendenziale passa da -1,7% di agosto a +0,2% di settembre, per gli ortaggi si rileva un aumento tendenziale dell`1,6% (+1,4% ad agosto). Nella ripartizione tra città, a segnare gli aumenti più alti (2,6%) sono state Torino, Ancona e L`Aquila mentre a Milano e Trento gli incrementi più contenuti. Il dato di settembre soddisfa i consumatori. Per il presidente del Codacons Carlo Rienzi, la diminuzione, seppure dello 0,1%, “rappresenta un primo segnale positivo, anche probabilmente dovuto alla diminuzione dei prezzi dei farmaci registrata grazie al decreto Bersani“. Ciò significa che occorre proseguire sulla strada delle liberalizzazioni e “incentivare la concorrenza in tutti i settori“. Stessa analisi da parte dell`Udeur. Paolo Affronti, segretario della Commissione Attività Produttive della Camera, ha fatto notare come il calo dell`inflazione sia un risultato di rilievo anche perché, di solito settembre, è un mese “caldo“ sul fronte dei prezzi. “Ora ? secondo Affronti ? bisogna intensificare gli sforzi per tenere sotto controllo i prezzi dell`elettricità e dei carburanti, facendo sì che il calo del prezzo del petrolio abbia effetti positivi sulle bollette e sul costo della benzina“. Inoltre, bisogna proseguire la strada delle liberalizzazioni, unica via per far recuperare alle famiglie, “potere d`acquisto dei salari“, messo a duro prova durante i cinque anni di governo Berlusconi. Ma quando si parla di carovita c`è un altro argomento da affrontare: la forbice tra i prezzi alla produzione e quelli al dettaglio. Gli agricoltori della Cia insistono: “Nello scorso mese di settembre per frutta e verdura le quotazioni sui campi hanno registrato stabilità e anche flessioni“, mentre il trend non si è trasferito al consumo, dove i prodotti alimentari sono rincarati del 2,5 per cento.

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