Intercettazioni, oggi l`interrogatorio di Tavaroli
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fonte:
- Libertà
MILANO – Giuliano Tavaroli, 46 anni, ex responsabile della sicurezza Telecom, in carcere da una settimana nell`ambito dell`inchiesta sulle intercettazioni illegali, viene interrogato questa mattina nel carcere di Voghera (Pavia) dove è rinchiuso dal giorno dell`arresto. Finora Tavaroli è stato interrogato soltanto dal Gip, Paola Belsito, che gli ha confermato l`arresto, ma oggi saranno i Pm Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi a fargli le prime domande. Finora l`ex capo della security del colosso telefonico ha parlato tramite il suo avvocato. “E` innocente e desideroso di raccontare la verità“, aveva detto il suo legale il giorno dopo l`arresto. Le accuse, per lui, sono gravi: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla raccolta di informazioni riservate. Insieme al suo amico (o ex amico) Emanuele Cipriani (titolare di un`agenzia di investigazioni a Firenze) avrebbe corrotto pubblici funzionari per avere informazioni da vendere a Telecom ma anche ad altri clienti. Certamente i punti interrogativi attorno al ruolo di Tavaroli sono ancora tanti. A chi riferiva all`interno della struttura di Telecom? Per il suo legale soltanto all`amministratore delegato, Carlo Buora. E l`allora presidente Tronchetti è completamente estraneo? Poi ci sono i rapporti con i servizi segreti. Fra le accuse c`è anche quella di aver attinto informazioni dai servizi di intelligence di Paesi europei. Ma che rapporti c`erano fra Tavaroli e Marco Mancini, l`ex numero 3 del Sismi, in carcere per il sequestro di Abu Omar? Intanto il settimanale Panorama scrive che il tesoro di Tavaroli (che i magistrati starebbero cercando in Uruguay, Singapore e Montecarlo) potrebbe essere nascosto nel Delaware, un piccolo paradiso fiscale sulla costa orientale degli Usa. Lì ci sarebbe la “Key Knowledge management network“, una società che avrebbe fra i suoi soci fondatori proprio l`ex responsabile della sicurezza Telecom. “Il sogno di Tavaroli – scrive Panorama – era quello di creare una grande agenzia investigativa, pronta a sfidare la newyorchese Kroll, la società di detective contro cui lo stesso Tavaroli si era battuto durante l`affare Telecom Brasil“. Intanto, mentre l`inchiesta è ancora lontana dalla conclusione, spuntano le possibile parti lese. Ieri mattina in tribunale a Milano si è presentato l`arbitro Massimo De Santis che ha visto il proprio nome spuntare in alcuni dossier trovati all`investigatore Cipriani, si è detto disposto a costituirsi come parte lesa nel procedimento. E una “mega azione legale di risarcimento danni“ è stata annunciata dal Codacons, una delle associazioni a tutela dei consumatori. “Ogni abbonato Telecom – spiega il segretario Francesco Tanasi – ha subito un danno patrimoniale quantificabile in almeno 1.000 euro per l`uso di enormi strutture e mezzi della società a fini privati e non per fornire servizio agli utenti“.
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