3 Ottobre 2006

Non va a scuola La Cassazione assolve i genitori

POLEMICA DOPO LA SENTENZA Non va a scuola La Cassazione assolve i genitori

ROMA La Cassazione ha annullato la condanna di due genitori emiliani colpevoli – secondo la precedente pronuncia di un giudice di pace – del rifiuto della figlia di frequentare la scuola media. I genitori non sono imputabili del fatto che la ragazzina si sia sottratta alla frequenza delle lezioni, perchè hanno fatto tutto il possibile per convincerla ad entrare in classe. Il Codacons condanna duramente questo provvedimento, che rischia di trasformarsi in una copertura del lavoro minorile e una giustificazione per i genitori che, per le ragioni più svariate, considerano l`istruzione dei figli non indispensabile. Secondo il presidente dell`associazione, Carlo Rienzi, le ricadute più gravi potrebbero verificarsi nei quartieri popolari delle grandi città e nelle periferie del Sud. Commenta Rienzi: “Nei bar e nei ristoranti crescerà a dismisura il numero di baby-camerieri, sfruttati proprio a causa della mancanza di istruzione, mentre gli organi pubblici saranno esonerati dal perseguire chi evade l`obbligo scolastico. “ Quelli espressi dal Codacons sono timori infondati stando invece alle dichiarazioni del presidente dell`Associazione Nazionale Presidi, Giorgio Rembado che sottolinea come questa sentenza rispecchi l`evoluzione in senso moderno del concetto di istruzione, da obbligo a diritto-dovere. “Se un giovane non ne vuole più sapere, mica possiamo legarlo al banco“. sostiene Rembado. Non è d`accordo la senatrice Maria Burani Procaccini (Forza Italia): la sentenza della Cassazione, dice, è “l`alterazione di un pilastro di civiltà“.

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