19 Settembre 2006

«Quello squarcio è una ferita per l`intera città»

«Quello squarcio è una ferita per l`intera città»

Il sindaco Piva vuol chiedere all?Ente una più attenta considerazione del progetto. Crivellari (Codacons) se la prende con il progettista



Este
La breccia sulle mura cinquecentesche a fianco del ponte di San Francesco per la realizzazione di un negozio continua ad alimentare la discussione politica a Este, con lo stesso primo cittadino Giancarlo Piva che manifesta l`intenzione di chiedere alla Sovrintendenza (che ha già dato il proprio nulla osta) una nuova a più attenta considerazione del progetto.

Di vero e proprio scempio parla il locale Circolo di Legambiente, che considera lo squarcio nelle mura una ferita per la città: «Stupisce -osserva Flores Baccini- che il progetto sia stato approvato dalla Sovrintendenza, che di solito è tanto pignola anche quando si tratta di interventi molto meno pesanti e finalizzati a mettere a norma le abitazioni dal punto di vista sanitario».Dopo aver sottolineato che l`intervento contrasta anche con le Norme di Attuazione del Piano del Centro Storico del Piano Regolatore Generale Comunale approvato nel 2003, Legambiente denuncia poi il fatto ancora più sorprendente che le “masegne“ ricavate dall`apertura nelle mura sono state rapidamente caricate in camion assieme agli altri calcinacci per essere portati in un impianto di “trattamento inerti“.

«È facile però prevedere -osserva con amarezza la Baccini- che finiranno per essere commercializzate per andare a costituire il muro di recinzione di qualche villetta»“.

E sulla questione interviene anche Chiara Crivellari, presidente di Codacons per Rovigo e la Bassa Padovana, la quale se la prende direttamente con il progettista dell`intervento, l`architetto Vanni Rizzo, criticando altre sue realizzazioni in città, come il restauro dei Mulini che ha sacrificato la chiesetta del Carmine e quello che definisce “condominio patchwork davanti alla porta principale del Castello dei Carraresi. «Se passa definitivamente anche questo intervento -afferma la Crivellari- si creerà un precedente pericoloso. Qualcuno si potrebbe domandare: perché non aprire un varco nel cortile del Vescovile anche per la lottizzazione dietro al teatro Farinelli e, ancora, perché non fare una speculazione anche sulle mura del Castello?».



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