17 Settembre 2006

«Ottocento taxi in più». Forse

«Ottocento taxi in più». Forse

Le stime dell` assessorato: ma non esistono controlli



Telefoni delle centrali radio intasati, parcheggi vuoti, taxi introvabili in periferia, lunghe code di passeggeri in attesa davanti alle stazioni ferroviarie. Il primo giorno delle nuove regole per le auto bianche è cominciato in maniera piuttosto turbolenta. Lo sciopero dei mezzi pubblici ha infatti sottoposto a dura prova i turni integrativi inaugurati ieri mattina. I taxi sono stati presi d` assalto. Ma quante macchine in più hanno effettivamente lavorato? Secondo i turni depositati negli uffici dell` assessorato alla Mobilità, 873 autisti sono stati chiamati a svolgere 4 ore di straordinario. E per tutti gli altri conducenti è scattato l` obbligo di lavorare mezz` ora in più che equivarrebbe – secondo le stime del Comune – alla presenza di altre 350 vetture. Impossibile sapere se però tutti hanno rispettato le nuove direttive: ancora non esiste un sistema di controllo. Il rispetto dell` accordo fra il Campidoglio e i tassisti resta per adesso affidato alla buona fede. «Siamo autonomi, non vogliamo gabbie. Se c` è lavoro saliamo in macchina altrimenti no. Ma se le corse ci sono, anche noi ci siamo», dicono dalle associazioni di categoria. E aggiungono: «In ogni caso le 2.500 auto aggiuntive ci saranno solo in periodi particolari, nei mesi in cui ce n` è davvero bisogno. A fine mese comunque andremo a regime con 2.200 taxi in più al giorno». L` esordio dei nuovi turni era stato preceduto nella notte fra giovedì e venerdì da un inquietante prologo: a Fiumicino, secondo le testimonianze degli addetti all` aeroporto e secondo una denuncia del Codacons, verso mezzanotte non c` erano taxi per i passeggeri in arrivo allo scalo internazionale. Era già successo domenica notte. E l` altra sera c` è stato l` indesiderato bis. Alcune decine di persone sono state costrette a dormito nelle sale di attesa del Leonardo da Vinci, visto che anche l` ultimo trenino per Roma era ormai partito. «C` è stato qualche piccolo problema, nulla di grave», tagliano corto i conducenti che abitualmente lavorano a Fiumicino. Ieri i disagi maggiori per gli utenti dei taxi sono stati registrati in mattinata. A Termini c` erano lunghe code di clienti: «Aspettiamo da 40 minuti», hanno raccontato. «Le attese massima sono state di 18 minuti»; è la replica della cooperativa Pronto Taxi. I telefoni delle centrali radio fra le 8 e le 10 del mattino sono stati spesso irrangiungibili. E il numero unico istituito dal Comune ha squillato a lungo a vuoto. La situazione è poi migliorata fino a metà pomeriggio. Quando, alla chiusura degli uffici, il servizio è di nuovo andato in affanno: code di romani e di turisti ai parcheggi taxi in centro, auto bianche quasi introvabili in periferia. «Non c` era giornata peggiore come primo test, ma i tassisti hanno dimostrato di volere il bene della città. Il processo di trasformazione avviato dal decreto Bersani è iniziato e come tutti i processi innovativi necessita di un tempo fisiologico affinché questo crei dei benefici duraturi e stabili», dice Laudonio. E Nicola Di Giacobbe, responsabile di Unica Taxi della Cgil, aggiunge: «Il bilancio nel complesso è positivo. È chiaro che ci sono stati dei disagi, ma sono legati allo sciopero dei mezzi pubblici. È impensabile che i taxi possano sostituire una linea della metro chiusa o decine di linee Atac ferme. C` è stato comunque un effettivo potenziamento del servizio, che sarà migliorato ancora. Bastava comunque guardarsi intorno per vedere taxi ovunque. I tempi di attesa ai parcheggi, a parte le ore di maggiore confusione, sono stati di pochi minuti». Già da lunedì i turni integrativi saranno ulteriormente potenziati. Ma i tassisti faranno lo straordinario obbligato se non ci saranno le corse extra garantite dallo sciopero di bus e metro?




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