18 Settembre 2006

Alloggi Ater di via Napoli, altro che situazione invivibile

Pordenone Alloggi Ater di via Napoli, altro che situazione invivibile

Penso sia mio dovere intervenire sul “blitz“ del Codacons nella palazzina Ater di via Napoli 59, che prelude alle azioni giudiziarie avviate, non so a quale fine, da alcuni nostri inquilini e di cui ha dato ampio resoconto il giornale nell`edizione di sabato scorso, 9 settembre. Che l`edificio oggetto della ristrutturazione presenti qualche problema è cosa nota. Che la situazione sia invivibile e disastrosa come appare dal resoconto giornalistico è assolutamente falso, dato che i difetti riguardano in sostanza la parte interrata, dove durante i lavori si è cercato di recuperare alcuni spazi da adibirsi a cantina/deposito. In essi si sono manifestati fenomeni di infiltrazione tutt`altro che rari in situazioni analoghe e a essi stiamo cercando di rimediare, anche se la soluzione non è tecnicamente semplice. Forse sarebbe stato meglio non farne nulla, visto che ora veniamo misurati su questo piuttosto che sulla qualità generale degli alloggi che avrei piacere di far visitare, se non altro per riscontrare quanto siano lontani ormai i tradizionali modelli di “edilizia popolare“. Che l`Ater sia rimasto sordo ai reclami è altrettanto falso, tant`è che, quando si è verificato qualche inconveniente, siamo sempre prontamente intervenuti, così come siamo prontamente intervenuti per soddisfare le particolari esigenze delle inquiline citate nell`articolo, che hanno liberamente scelto, fra quelli disponibili, gli alloggi posti all`ultimo piano, rifiutando altre soluzioni che erano state loro proposte. E questo risulta dagli atti. Comunque va detto che si tratta di due alloggi un po` speciali, nel senso che sono stati ricavati nel vecchio sottotetto e per questo presentano originali soluzioni architettoniche. Ma, se abitarvi comporta qualche problema di adattamento, ciò è ampiamente compensato da altri pregi che le hanno indotte a non volersene andare altrove. Per quanto riguarda i problemi del riscaldamento, un ulteriore intervento di messa a punto era già stato programmato proprio per questa settimana, così come del resto si era previsto di intervenire nuovamente sulla copertura dell`edificio, più volte manomessa da improvvide quanto pericolose “ispezioni“ di ignoti. Anche questi episodi sono noti agli attuali protestatari, che ci hanno segnalato l`esigenza di provvedere in qualche modo. Dell`altezza del parapetto confesso di non sapere nulla. Se qualcosa non è a norma, si provvederà immediatamente, com`è nostra abitudine. Ringrazio comunque il Codacons per avercelo segnalato e apprezzo la sua precisione e la sua diligenza, dato che il fatto era evidentemente sfuggito ai numerosi organi di controllo che presiedono all`approvazione dei progetti e al rilascio delle licenze di abitabilità. Ho fatto un controllo nell`archivio degli ultimi due anni non ritrovando alcuna traccia di note di protesta o di segnalazioni scritte che denunciassero i numerosi e gravi difetti riscontrati dagli emissari del Codacons. Forse sarebbe stato più proficuo se prima di recarsi in via Napoli essi fossero passati dagli uffici dell`Ater in via Sacile per spiegare quello che a loro giudizio non andava e per capire che cosa in concreto è possibile fare e si sta facendo. Magari avrebbero anche potuto vedere la lettera che qui allego, scritta da altri inquilini di via Napoli proprio il giorno prima del sopralluogo per ringraziarci di quel che l`Ater aveva fatto per risolvere un loro importante problema. Perché, assicuro, è nella tradizione dell`Ater ascoltare le esigenze dei propri assegnatari, approfondire i problemi e collaborare per cercare di darvi soluzione. Luciano Aita

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