14 Settembre 2006

RISPARMIO/ CONSUMATORI: RIORDINO AUTHORITY, ANCORA TROPPI RISCHI

Roma, 13 set. (Apcom) – Esprimono perplessità sul riordino del sistema delle authority. Sostengono che vi sono ancora troppi rischi per i risparmiatori. E che `la riforma della riforma`, ossia le modifiche previste nel decreto legislativo del governo, è insufficiente. A parlare i rappresentanti delle associazioni di consumatori del Cncu, il consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, davanti alla commissione Finanze del Senato in sede di audizione sulla legge sul risparmio. L`Adiconsum va all`attacco sul sistema delle authority: parla di “pletora di autorità di controllo“ tra Consob, Bankitalia, Uic, Isvap,Covip, Antitrust. E definisce il Cicr “anacronistico“ e dunque da sopprimere. L`associazione chiede una vigilanza a tre: Bankitalia, Consob e Antitrust con una netta separazione per finalità. Adusbef definisce `la riforma della riforma` “deludente, un aborto“. Insufficiente, ad esempio, nella parte dove non intende abrogare il “famigerato articolo 118 del Tub, utilizzato dalle banche e da Fiorani per rapinare i correntisti meduiante un semplice avviso in Gazzetta ufficiale“. O quando “non sana l`inaccettabile deroga offerta a Consob e Bankitalia secondo la quale se i funzionari delle due autorità dovessero venire a conoscenza di notizie di reato durante le attività ispettive devono riferire esclusivamente al governatore e alla Commissione“. Quanto all`Adoc mancano “segnali forti di prevenzione per scoraggiare il ripetersi delle truffe“ in particolare per l`insufficienza delle pene previste e per la quasi impossibilità che si verifichino gli estremi di “grave nuocumento (in base ai criteri quantitativi i reati per essere punibili dovrebbero coinvolgere oltre 57mila risparmiatori con un ammontare di perdita dei titoli coinvolti pari a circa 1,3 miliardi di euro)“. Sia l`Adoc che Federconsumatori hanno posto l`accento sulla necessità di un rappresentante dei piccoli azionisti nei consigli di amministrazione. Quanto al Codacons sottolinea come “ancora troppo poco sia stato fatto nella direzione del consumatore-risparmiatore, che resta un contraente troppo debole di fronte alla forza commerciale di gruppi bancari sempre più grandi e potenti“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this