12 Settembre 2006

Savoia intercettato

Savoia intercettato

Potenza “Il Csm punisca severamente chi autorizza e diffonde intercettazioni inutili“: è questa la richiesta del Codacons e dall`associazione utenti della giustizia dopo la pubblicazione di nuove intercettazioni su Vittorio Emanuele di Savoia, registrate nello scorso giugno durante la sua permanenza nel carcere di Potenza. “Senza entrare nel merito dello scandalo che ha coinvolto il principe, vicenda di competenza della magistratura – hanno affermato le due associazioni – è ora di mettere un freno alla diffusione selvaggia di intercettazioni che appaiono del tutto inutili e ingiustificate. Nello specifico, se Vittorio Emanuele ha gabbato a suo tempo i giudici francesi, questo vuol dire che egli ha esercitato bene il suo diritto etico e giuridico di difendersi, e che probabilmente quei giudici che hanno sbagliato erano o incapaci, o corrotti“. “Inoltre – hanno aggiunto Codacons e Associazione utenti della giustizia – Vittorio Emanuele, nella privacy della sua cella, può denigrare anche i giudici che lo hanno arrestato, poichè ciò rientra nel suo sacrosanto diritto di critica“. Intanto l`avv. Giulia Bongiorno, difensore del principe, interviene sul caso sottolineando che “le parole di Vittorio Emanuele sono solo piccoli frammenti estrapolati da contesti molto più ampi. È certo che non sono fatti che possono incidere sul divieto d`espatrio, perchè non sono attinenti all`oggetto della richiesta di revoca. In ogni caso – spiega Bongiorno – abbiamo già depositato l`appello e stiamo aspettando la fissazione dell`udienza. L`unico dato oggettivo è che già l`autorità giudiziaria di Como e quella di Roma si sono pronunciate in merito all`assenza di esigenze cautelari. Attualmente – continua – siamo nella fase delle indagini preliminari e si stanno verificando le diverse condizioni di libertà del soggetto, e a pronunciarsi sull`oggetto della domanda sarà il tribunale del riesame. In merito all`incidenza delle intercettazioni sulla posizione di Vittorio Emanuele di Savoia – conclude l`avvocato Bongiorno – faccio presente che gli organi che decideranno in sede di appello devono valutare se sussiste o meno un pericolo di fuga“.

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