2 Settembre 2006

“Scuole, nessuna invasione islamica“

“Scuole, nessuna invasione islamica“

Il ministro dell`Istruzione Fioroni smorza gli allarmi: i ragazzi provenienti da paesi arabi sono meno di un terzo. L`integrazione passa attraverso la scuola“. Parola chiave: interculturalità

Roma La campanella sta per suonare e il rischio “dell`invasione islamica“ nelle aule scolastiche italiane è, per quest`anno, scongiurato. La precisazione, che ha tutta l`aria di essere una rassicurazione contro lo spauracchio che giunge da Oriente e che ha trovato spazio su diversi giornali in questi giorni, arriva direttamente dal ministro della pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che ieri a Roma ha parlato dello scottante rapporto scuola e integrazione. “Non c`è nessuna invasione islamica nelle scuole italiane. Nessuno gridi “mamma li turchi““, precisa il ministro con tanto di numeri e grafici: “Sono 191 le nazionalità degli alunni nelle scuole italiane e i ragazzi dei paesi arabi, non sempre musulmani, sono meno di un terzo dell`intera popolazione scolastica, dunque meno di 140mila unità“. Passata la paura, Fioroni guarda avanti cercando di far di necessità virtù. La sua sfida è ambiziosa quanto nobile: trasformare l`eterogeneità scolastica in una risorsa da sfruttare, una sorta d`investimento per il domani. “Nella scuola – spiega – si gioca la scommessa su un modello italiano di integrazione: noi non seguiamo né quello dell`assimilazione francese né il multiculturalismo all`inglese“. E se la scuola secondo Berlusconi faceva capo alle famose tre “I“ (Internet, Inglese, Impresa), quella di Fioroni punta sulla “I“ dell`interculturalità, che permetta la formazione di un “meticciato fecondo“. “Dobbiamo essere orgogliosi e gelosi della nostra identità – ha spiegato il ministro – ma si può ottenere una identità in divenire. Dalla reciproca stima e dalla frequentazione possono cadere le barriere mettendo fine a paure e diffidenze“. Integrazione, accoglienza ma, soprattutto, cittadinanza. “La cittadinanza non può essere solo cartacea – prosegue – e nemmeno una scelta di bisogno, ma una decisione consapevole di chi studia la lingua italiana e apprende la cultura del nostro Paese, mantenendo però anche la propria lingua e la propria tradizione“. A vedere se alle parole seguiranno i fatti saranno quasi in 500 mila studenti stranieri, – il 4,8% dell`intera popolazione scolastica – pronti ad inaugurare il primo anno scolastico post-Moratti. Un dato in forte controtendenza con il resto d`Europa che vede nazioni come la Svizzera (23,6%), l`Inghilterra (15%), i Paesi Bassi (16%) e la Germania (10%) nettamente più avanti in tema di multiculturalità. Più vicini ai nostri canoni i paesi dell`area mediterranea: Francia (5%), Spagna (5,7%) e Portogallo (5,5%). La crescita maggiore nelle presenze si è avuta soprattutto alle scuole superiori, con 80mila alunni figli di immigrati iscritti in particolare negli istituti tecnici e professionali. La maggior parte degli studenti proviene da Albania (69.374), Marocco (59.489) e Romania (52.821) ma sono in aumento anche i cinesi. La distribuzione degli studenti stranieri non è omogenea. In Emilia-Romagna si registra una percentuale del 9,5% e in Lombardia, Veneto e Marche dell`8%. In Campania e Sicilia, invece, sono solo l`1%. Rispondendo a una domanda sull`ipotesi di tagli al settore scolastico nella prossima Finanziaria, il ministro ha rassicurato: “La Finanziaria chiede sacrifici per ricostruire i conti pubblici, ma chiede anche profonda serietà nel rispetto del programma che abbiamo presentato agli elettori nel quale per la scuola sono previste sicurezza e certezza, dagli edifici ai programmi“. Secco il giudizio di Pietro Folena, presidente della commissione cultura e deputato di Prc: “Scuola, università, ricerca e cultura non possono permettersi alcun taglio“. Polemiche anche sulla circolare con cui viale Trastevere ha parzialmente abolito la riforma Moratti. “E` stata chiaramente scritta integralmente dai sindacati. Del ministro Fioroni c`è solo la firma“, attacca l`opposizione, mentre Francesco Pasquali, segretario generale dei giovani di Forza Italia, rincara la dose: “Il documento notturno, oltre a rappresentare un colpo di grazia alla riforma Moratti, somiglia tanto ad un assegno che le corporazioni hanno messo all`incasso“. Critiche piovono anche dal Codacons. A prendere le difese del ministro il capogruppo dei Verdi in commissione cultura alla Camera, Roberto Poletti: “L`azzeramento, pur parziale, della riforma Moratti è un fatto positivo – ha osservato – perché il governo della Cdl aveva provveduto a mortificare una risorsa, quale è quella della scuola, che invece va difesa e rilanciata“.

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