2 Settembre 2006

Moratti addio, ecco la nuova scuola

Riforma Moratti addio, il ministro Fioroni ridisegna la scuola. E cancella buona parte delle novità progettate dal governo Berlusconi, dai corsi di formazione regionali all`introduzione del portfolio e dei tutor. Niente decreti o scrutini in Parlamento, la controriforma va in scena con la tradizionale “nota di indirizzo per l`avvio dell`anno scolastico 2006/2007“, presentata dal nuovo capo del dicastero di viale Trastevere e indirizzata a docenti, dirigenti e studenti. La scuola italiana cambia volto, dunque. Torna al passato e guarda al futuro, azzerando i punti più controversi della riforma Moratti e individuando un nuovo “scenario da cui ripartire per affrontare i nodi reali“. “L`autonomia scolastica e l`interazione tra le diverse autonomie costituiscono il quadro di riferimento dei processi di innovazione e di riqualificazione di cui ha bisogno il sistema educativo“. Esordisce così Giuseppe Fioroni, prima di snocciolare dati e di dispensare novità. Si comincia con l`innalzamento dell`obbligo scolastico, che torna a 16 anni, e con l`introduzione delle schede di valutazione, che sostituiranno le pagelle nei passaggi da un periodo didattico all`altro. Grandi novità anche nell`organizzazione dell`orario scolastico, con un aumento delle ore che gli istituti potranno gestire in autonomia, il 20% del totale. Bocciate, e disapplicate, le disposizioni della riforma Moratti sui tutor e sulla compilazione del portfolio, da utilizzare solo ai fini educativi e non più ai fini della certificazione. Rinviate, invece, le iscrizioni anticipate alle materne, che saranno adottate solo dopo una definizione delle nuove professionalità. “La riforma del sistema di istruzione non è ancora completa e comprendo il disagio del personale scolastico – dice Fioroni quasi scusandosi coi docenti – ma dobbiamo ripensare il modo stesso di realizzare le riforme, che non vanno intese come qualcosa di rigidamente definito ma come un quadro generale di linee guida, che richiedono una interpretazione intelligente e consentono una continua adattabilità“. Insiste sul concetto di interazione, il ministro. E a chi chiede se la scuola dovrà ancora sopportare sacrifici con la prossima Finanziaria, risponde sorridendo: “Io sono medico e i tagli sono abituato a ricucirli. E poi, se è vero che la Finanziaria richiede sacrifici, è altrettanto vero che dobbiamo rispettare il programma elettorale, che prevede sicurezza e certezza per gli edifici scolastici e per i precari“. Proprio gli edifici scolastici, con il suono della prossima campanella, diverranno un po` più colorati. Le classi italiane, infatti, ospiteranno quasi 500mila studenti stranieri, con un aumento previsto tra le 60 e le 70mila unità rispetto all`anno scorso. Numeri importanti, che tuttavia non smuovono l`Italia dall`ultimo posto tra i paesi europei di recente immigrazione. E se aumenta l`incidenza degli alunni stranieri provenienti dall`Est europeo, diminuisce quella degli alunni nativi nei paesi a tradizione islamica. “Nessuno gridi mamma li turchi, siamo di fronte a una nuova identità in divenire – continua Fioroni – La scommessa sul modello italiano dell`integrazione si gioca nella scuola. Andiamo verso l`interculturalità e solo grazie alla conoscenza reciproca potranno cadere le barriere della diffidenza e della paura“. Sindacati e maggioranza applaudono, l`opposizione attacca. I giovani di Forza Italia accusano: “Circolare scritta dai sindacati, del ministro c`è solo la firma. Accecato dalla smania di cancellare la riforma Moratti, Fioroni non comprende la portata dei danni che sta arrecando agli studenti“. Toni duri anche da As, che parla di “oltraggio alla libertà di studenti e famiglie“, e dal Codacons, che denuncia: “Tanti buoni auspici ma pochi fatti concreti. I veri problemi sono la fatiscenza degli edifici scolastici e gli stipendi da fame degli insegnanti“.

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