La farmacia di turno manca due giorni su 7
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fonte:
- La Provincia di Como
Le dieci aperte a Cantù non possono garantire la copertura Marcantonio: colpa della legge – Protestano i consumatori
Due giorni a settimana, a volte anche tre, Cantù resta senza farmacia di turno. In caso d`emergenza quindi l`unica alternativa possibile è, come si suol dire, armarsi di macchina e partire. Chiunque venga sorpreso da una galoppante febbre notturna, piuttosto che da improvvisi dolori non può far altro che mettersi in macchina e raggiungere la più vicina farmacia aperta, a Figino, Carimate, Capiago o Cucciago. Senza contare che dal centro, la macchina la si deve prendere anche per raggiungere soltanto Mirabello o Vighizzolo. Fatto sta che le dieci farmacie aperte nel territorio comunale di Cantù almeno due volte a settimana restano tutte con la saracinesca abbassata. C`è poco da fare. Basta consultare la tabella dei turni per rendersene conto. Lo abbiamo fatto con quella dal primo settembre al 5 ottobre e siamo arrivati all`unica conclusione possibile: la copertura è a dir poco lacunosa. Nella settimana dall`1 al 7 settembre la città resta scoperta per tre volte (venerdì 1, lunedì 4 e martedì 5), in quella successiva due giorni (martedì 12 e mercoledì 13), dal 15 al 21 settembre ancora due giorni (lunedì 18 e martedì 19), dal 22 al 28, unico caso in più di un mese, solo una volta (giovedì 28). Ma dal 29 settembre al 5 ottobre le linee d`ombra tornano a quota tre (venerdì 29, lunedì 2 ottobre e martedì 3). Insomma, il servizio è garantito al massimo 5 giorni su sette, quando va bene, a volte anche solo 4. E di chi è la colpa? Federfarma si trincera sulla difensiva scaricando la patata bollente sul Pirellone. “E` la legge regionale che impone questi turni – dice il presidente provinciale Attilio Marcantonio, tra l`altro canturino – il nostro servizio è impeccabile, garantiamo sempre l`apertura domenicale. Gli unici disagi al limite si creano la notte e solo nei giorni infrasettimanali“. Contando però che le farmacie canturine sono 10 (come stabilito dai contingentamenti regionali) e che di turno ci si resta per due giorni di seguito non sarebbe poi così impossibile coprire tutta la settimana. Basterebbe che ogni farmacia facesse una no-stop di 48 ore ogni 20 giorni. “Ma non si può“. Marcantonio lo esclude a priori, non per posizione personale: “I turni per legge devono farli tutti i comprensori, non possiamo organizzarli solo su Cantù come fosse zona a sè“. Le associazioni dei consumatori invece passano all`attacco. “Se le farmacie non sono in grado di garantire una copertura omogenea“, commenta Mara Merlo, responsabile provinciale di Federconsumatori, “allora vuol dire che in cima alle loro priorità non c`è quella volontà di soddisfare il servizio per cui sono scesi in piazza contro il decreto Bersani. Dovrebbero muoversi Federmarma e Assofarma, anche perchè a rimetterci sono soprattutto gli anziani, che si ritrovano a dipendere da qualcuno che li porti a comprare le medicine“. E non è la sola a richiedere un intervento delle associazioni di categoria. “Sulla turnazione dovrebbe intervenire Federfarma“, spiega Mauro Antonelli del Codacons: “In occasione degli scioperi contro il decreto Bersani ci siamo accorti che il sistema dei turni funziona male e che molte zone rimangono scoperte. Nei casi gravi abbiamo presentato esposti alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio. Ora resta da verificare il caso di Cantù, non so se ci siano gli estremi, ma se così fosse si potrebbe tentare la stessa strada“. Più cauto Giuseppe Doria della Adoc: “Fino a quando le licenze saranno poche continueremo ad avere disservizi“, dice, “è lì che bisogna mettere riparo, non basta allargare la vendita dei farmaci ai supermercati“.
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