Damiano zittisce gli ispettori
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fonte:
- Il Manifesto
Caso Atesia: l`ispezione è di un anno fa, spiega il ministro, adesso conta la mia circolare. Confindustria continua a chiedere un tavolo per “ristabilire la concertazione“ e definisce “preoccupante“ l`intervento degli ispettori. Il sindacato è pronto a trattare, ma la Cgil è divisa sui cocoprò. I Precari Atesia: “Noi continuiamo a lottare“ Il ministro Damiano insiste: conta la circolare che divide tra lavoratori subordinati e parasubordinati, l`ispezione risale a un anno fa. La battaglia sui call center continua, e ieri il responsabile del Lavoro ha chiarito la sua posizione: “Le prime ispezioni nel call center Atesia risalgono già alla fine degli anni `90. L`ispezione conclusasi qualche giorno fa, era iniziata un anno prima, quando dirigeva questo ministero Roberto Maroni – ha spiegato – Per quello che mi riguarda, il 17 giugno scorso ho dato indicazioni sul lavoro in una circolare“. “Sul caso Atesia, tra le indagini degli ispettori e l`iniziativa del governo non c`è nessun legame“, ha poi ribadito in un`intervista al Tg3. Dunque la querelle sembra davvero spostarsi dalle carte degli ispettori alle sedi politiche, dove la “concertazione“ potrebbe riportare l`orologio indietro. In particolare ci tengono le aziende, che ieri hanno ribadito – a suon di comunicati confindustriali – che il governo deve riprendere la strada tracciata dalla circolare, ovvero ribadire – anche per l`Atesia – la distinzione tra lavoratori subordinati e parasubordinati, con differenti paghe e diritti contrattuali. “Per poter operare le aziende hanno bisogno di un quadro di riferimento coerente e soprattutto di certezze. Niente di più lontano da quanto sta avvenendo nella vicenda dei call center“, ha spiegato in un comunicato il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta. “L`intervento dell`Ispettorato del lavoro – ha sottolineato l`imprenditore – si sovrappone in maniera preoccupante a quanto è stato concordato con i sindacati nei mesi scorsi, generando nelle aziende del settore incertezza e timori. È evidente che lavorare in queste condizioni è molto difficile“. Dunque la Confindustria chiede “regole certe“ non solo per i call center, ma in generale per i servizi alle imprese, e giunge anzi a ipotizzare “un nuovo contratto collettivo per le realtà che forniscono servizi alle imprese, realtà per le quali è difficile adottare le soluzioni classiche dei contratti esistenti“ e per cui “forme strutturali di flessibilità sono indispensabili perchè connaturate alle attività stesse“. Insomma, il rapporto degli ispettori è un obbrobrio da spazzare via. Punto e basta. Quanto al fronte sindacale, la Cgil è uscita con un comunicato a firma del segretario confederale Nicoletta Rocchi e del segretario del Lazio Walter Schiavella: valutano positivamente il rapporto degli ispettori, e accusano le aziende committenti (dalla Telecom alla pubblica amministrazione) per le gare al massimo ribasso. E chiedono un tavolo al ministero: 1) per varare nuove norme sugli appalti; 2) per rendere immediatamente esigibili e concretamente praticabili i diritti dei lavoratori e la continuità aziendale. Significativamente, nel comunicato non c`è alcun riferimento alla “circolare Damiano“ e alla distinzione tra inbound e outbound, segno che nella Cgil il tema è più che rovente: c`è infatti una parte della confederazione assolutamente contraria a passare la distinzione tra parasubordinati e subordinati, e che preferirebbe unificare tutti i lavoratori sotto un unico contratto dipendente. Non a caso uno dei primi comunicati in sostegno dell`ispezione e contro la circolare Damiano era stato emesso dal segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi, che aveva definito senza mezzi termini “una truffa“ i contratti autonomi nel call center. Apre a Damiano, la Slc, con Emilio Miceli: pur definendo “pregevole“ il lavoro degli ispettori, descrive la circolare “un tentativo, seppur parziale, di porre rimedio all`arbitrio di questi anni“. Decisi a continuare la lotta, sono invece i ragazzi del Collettivo Precari Atesia, che hanno chiamato gli ispettori al call center e per questo motivo hanno subito cinque licenziamenti: chiedono l`applicazione del risultato delle ispezioni, con un contratto di tempo indeterminato per tutti e il reintegro di 400 cocoprò di recente messi fuori dal gruppo Cos. Interessante, infine, l`esperienza lanciata dal Codacons: si chiama Colprecons, “Comitato lavoratori precari con i consumatori“. L`associazione offre avvocati per le cause di riconoscimento del lavoro dipendente, conrtro i contratti precari, “perché un lavoratore rispettato fa un buon lavoro per gli utenti“. Sagge parole.
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