24 Agosto 2006

Listini nei bar, ascom contro codacons

Listini nei bar, Ascom contro Codacons Sergio Lucchetta: abbiamo consegnato 700 cartelli da esporre all`esterno dei locali LA POLEMICA “Il 90 per cento dei locali non espone il listino prezzi? A noi non risultano questi numeri“. Il vicepresidente dell`Associazione commercianti, Sergio Lucchetta, replica così alle accuse lanciate dal presidente del Codacons, Vitto Claut. “Dai dati in nostro possesso – aggiunge Lucchetta -, dico che, al contrario di quanto sostenuto dal Codacons, la maggioranza degli esercenti i prezzi li espone“. Gli associati all`Ascom “sono stati informati dell`obbligatorietà prevista dal nuovo Testo unico e della relativa sanzione“ tanto che molti “si sono rivolti ai nostri uffici per avere il listino da esporre, mentre altri hanno risolto in altri modi“. Nel marzo 2004 la categoria aveva lanciato l`operazione “Trasparenza prezzi“ che consisteva proprio nell`affissione del listino all`esterno del pubblico esercizio per informare sui costi delle consumazioni il cliente ancora prima di entrare. “Da allora – puntualizza Lucchetta – ne sono stati consegnati circa 700“. Pieno accordo, invece, con l`assessore al Commercio, Chiara Mio, e con il comandante della polizia municipale, Arrigo Buranel, del presidente provinciale del Gruppo bar, Luca Garbo: “E` meglio una collaborazione tra le parti piuttosto che accuse generiche“. L`Ascom pertanto respinge “le accuse dell`avvocato Claut che, come massimo rappresentante regionale del Codacons, estende le probabili violazioni di pochi all`intera categoria“. Non è possibile “scagliarsi sempre contro gli esercenti che cercano di lavorare al meglio delle loro possibilità e nella massima correttezza – prosegue Lucchetta – nelle more di una legislazione sempre più contorta e difficilmente applicabile e di una difficoltà economica contingente generalizzata. Spesso le stesse associazioni dei consumatori si mettono a fare disinformazione lesiva per la nostra categoria“. L`Ascom richiama “l`affermazione sbagliata del Codacons in merito al caso della somministrazione dell`acqua minerale nei pubblici esercizi. Su tale materia l`interpretazione fornita dal ministero delle Attività produttive “consente la più ampia libertà di servizio dell`acqua minerale. L`acqua minerale può essere tranquillamente somministrata a bicchiere, utilizzando anche bottiglie superiori al mezzo litro e si può continuare ad utilizzare l`acqua trattata“. Infine il tasto prezzi. “Gli aumenti del costo del personale, degli affitti, delle banche, del petrolio e dei suoi derivati devono essere assorbiti solo dai commercianti? Mi pare che il Codacons – conclude Lucchetta – dovrebbe cercare altri colpevoli“.

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