Caffé amaro
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fonte:
- Miaeconomia.it
Vacanze ormai agli sgoccioli e al rientro in città nuovi rincari aspettano al bar i vacanzieri. Infatti con il decreto Bersani su tutti i prodotti a base di zucchero, compreso anche il cioccolato sarà raddoppiata l?Iva, che sale così dal 10 al 20%.
Il Codacons chiede al ministro dell?economia di intervenire al più presto annullando questo decreto e reintroducendo l?Iva agevolata sui dolci per impedire i possibili aumenti. Anche perché l?aumento dell?Iva si farà sentire pure sul costo del caffé e degli altri prodotti da bar che i consumatori consumano maggiormente durante l?arco della giornata.
Si tratta, infatti, di una manovra, avvertono dal Codacons, che si farà sentire soprattutto sulle tasche dei consumatori. Numeri alla mano, un caffé potrebbe aumentare così da 70 a 80 centesimi, un cappuccino da 1,10 a 1,30 euro, una brioche potrebbe costare anche un euro.
Ma i rincari al bar non sono certo una novità: dal 2002 ad oggi il costo di una tazzina di caffé ha subito in media un aumento del 41% toccando picchi del 42% a Milano, del 48% a Genova, del 40% a Roma.
Aumenti che secondo l?Adoc, dipendono soprattutto dalla speculazione. Se solo si pensa che al barista una tazzina di caffé costa in produzione circa 10 centesimi. In media con 14,5 euro si acquista un chilo di caffé, una quantità che permette di preparare almeno 142 tazzine.
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