Il caro-greggio costa 70 euro in più l`anno
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fonte:
- La Sicilia.it
Un pieno di benzina più caro per oltre 70 euro l`anno. Con una ricaduta di ulteriori 56 euro anche sui prezzi dei beni di largo consumo, che incamerano i maggiori costi di trasporto. Questo l`effetto sulle tasche degli italiani – secondo Federconsumatori – della speculazione da parte delle compagnie petrolifere. Che nonostante le quotazioni del greggio siano scese, nel giro di un mese, da quasi 80 a circa 70 dollari il barile – denuncia il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti – «stanno speculando» e realizzano «profitti immensi». Un ennesimo aggravio per le tasche delle famiglie, dovuto «alla doppia velocità nell`adeguamento dei prezzi dei carburanti». Le compagnie, cioè, sono sempre pronte ad aumentare i prezzi di benzina e gasolio quando salgono le quotazioni del petrolio. Mentre limano i prezzi di pochi centesimi – denuncia Federconsumatori – quando il greggio scende.
È quello che è accaduto negli ultimi giorni secondo i dati dell`associazione. L`organizzazione dei consumatori ha messo a confronto, da una parte, il taglio dei prezzi suggerito dalle compagnie alle reti di distributori di carburanti a seguito del calo delle quotazioni del greggio. Dall`altro ha calcolato i prezzi, ben inferiori, che si dovrebbero avere se le compagnie riducessero i prezzi alla pompa in modo proporzionale rispetto al calo del greggio. «Con l`attuale costo del petrolio e con l`euro in rialzo – spiega Trefiletti – il prezzo della benzina si dovrebbe attestare a meno di 1,33 euro anziché gli attuali 1,38 euro». E – denuncia ancora il presidente dell`associazione – «facendo verifiche in giro, è evidente che i distributori in massima parte vendono benzina a un prezzo compreso fra gli 1,39 a gli 1,44 euro al litro (non i self service, ndr)». Un differenziale elevato, che costa 6-7 euro in più al mese a chi fa il pieno di benzina, pari a oltre 70 euro l`anno. Ma non è tutto, spiega Trefiletti. Perché «c`è anche una ricaduta negativa sul costo di trasporto dei beni di grande distribuzione, quantificabile in circa 56 euro l`anno per chi fa la spesa».
Un aggravio complessivo di circa 126 euro l`anno, che comporta secondo Federconsumatori «gravi perdite per le tasche dei cittadini». E di fronte al quale l`associazione dei consumatori ribadisce le sue richieste alle istituzioni: servono – spiega Trefiletti – un «rapido intervento di Governo e Parlamento che devono definire controlli e sanzioni», una «riorganizzazione della rete di distribuzione» e un colpo di acceleratore alla «apertura della vendita dei carburanti nei centri commerciali così come negli altri paesi europei». E, infine, «una rapida definizione della accisa mobile per non far aumentare la tassazione in caso di aumenti del prezzo del petrolio».
Intanto, sul fronte del fisco, Codacons e Contribuenti.it «contestano fortemente il ritorno delle “ganasce fiscali“ per i cittadini che non hanno pagato le imposte. Con una nota, le associazioni dei consumatori preannunciano ricorsi al Tar e «segnalano l`arrivo, nelle case degli italiani, di una nuova ondata di “ganasce fiscali“ riferite al presunto mancato pagamento dei bolli auto dal 2000 al 2002». Per le due associazioni «il 40% di queste cartelle riguarderebbe debiti già pagati, prescritti o inesistenti», mentre sarebbe «troppo poco il tempo concesso ai cittadini per far valere le proprie ragioni ed evitare il fermo obbligatorio della propria auto: soltanto 20 giorni per presentare ricorso in Commissione Tributaria, insomma una folle corsa contro il tempo».
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