20 Agosto 2006

Donazioni di organi avanti piano

Donazioni di organi avanti piano

Caldo, caldo, sempre più caldo. Gli esperti lo avevano annunciato. Fino a lunedì il «solleone», la «canicola» non abbandonerà la nostra città e la provincia. Ci sarà da boccheggiare ancora per altri 24-36 ore, con temperature che raggiungeranno i 40 gradi all`ombra.
I primi effetti si sono fatti sentire venerdì sera e ieri, quando non sono mancati gli interventi di emergenza soprattutto negli ospedali e nelle strutture sanitarie territoriali.
E non è finita. Sicuramente colpa anche della psicosi che si è diffusa soprattutto fra gli anziani a causa delle notizie che vengono trasmesse da radio e tv, son o state numerose le segnalazioni al 118 e alle guardie mediche che hanno lavorato parecchio nella notte tra venerdì e sabato.
Stessa identica situazione nei pronto soccorso cittadini, con numerosi interventi soprattutto per anziani, bambini e cittadini portatori di patologie cardiovascolari.
«Siamo da oltre un mese e mezzo in allarme rosso ? sottolinea Mario Re, responsabile regionale del servizio di emergenza-urgenza del 118 ? siamo impegnati con medici, anestestisti, barellieri, infermieri e con tutti i mezzi a disposizione, sia quelli medicalizzati che da trasporto. Le nostre ambulanze sono attrezzate per l`emergenza caldo con ghiaccio sintetico, liquidi necessari per superare le disidratazioni. Insomma siamo pronti ad intervenire su tutti i cittadini colpiti dalla “canicola“.
E non manca il consiglio del medico. E` il caso di Pietro Di Fiore, nutrizionista dell`Asl 6.
«Sono i soliti consigli ? spiega ? mangiare molta frutta, bere molta acqua, possibilmente non ghiacciata. Evitare cibi pesanti e non bere alcol e bevande gassate. Fare spuntini freddi e possibilmente a base di verdure.
Ed intanto, come è già accaduto in precedenza, sull`argomento caldo è intervenuto il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi che ha rivolto un appello ai medici di famiglia perchè si attivino, anche in giorni come il sabato e la domenica, affinchè visitino, anche se non chiamati, i loro pazienti più a rischio, con particolare riferimento ad anziani e a persone che vivono sole. «Si tratta di fare poche cose ? aggiunge ? misurare la pressione, ritarare il dosaggio di alcuni farmaci, dare consigli su come fronteggiare il caldo. Poche cose, che possono essere però essenziali per salvare la vita agli anziani».

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