CANCELLAZIONI E INDENNIZZI
«Basta con i voli sulla città Bisogna cambiare le rotte»
Discordi le associazioni consumatori: «Nessun rimborso». «No, il modo c?è»
«Basta con gli aerei che sorvolano il centro abitato di Verona creando disturbo e, soprattutto, una perenne sensazione di insicurezza fra i cittadini». A battere i pugni sul tavolo per chiedere lo spostamento delle traiettorie di decollo e di atterraggio dei velivoli diretti o provenienti dall?aeroporto Catullo di Villafranca è l?assessore alle Finanze, Giancarlo Frigo.
«Gli aerei», afferma l?assessore, «si alzano dalla pista compiendo, quando va bene, una virata di 90 gradi sopra i quartieri di Golosine e Borgo Roma. A volte, però, si spingono fino a sorvolare piazza Bra. Nessuno lo dice, ma è forte il sospetto che alcuni voli charter compiano volutamente questo tragitto, anche in barba alle disposizioni di volo, per la gioia di turisti che vogliono godere per l?ultima volta della spettacolare vista dall?alto della nostra città. È la stessa logica dei sorvoli sulle piramidi a beneficio dei turisti in Egitto». Frigo, oltre che come amministratore, dice di parlare a nome del comitato «Per Verona con…» presieduto da Maurizio Benassuti. «Mi hanno sottoposto il problema», spiega, «e mi è sembrato doveroso sollevarlo davanti all?opinione puibblica».
«I voli verso il centro storico e i quartieri di San Massimo, Golosine, Santa Lucia, Borgo Roma e Cadidavid», assicura l?assessore, «provocano un sensibile aggravamento del disturbo acustico di zone già pesantemente penalizzate dal traffico. Si tratta, peraltro, di quartieri densamente popolati, in cui è presente anche l?ospedale. La stessa legge prevede che una quota sul biglietto aereo venga assegnata ai Comuni su cui si trova un aeroporto a titolo di risarcimento». Il problema sollevato da Frigo, tra l?altro, pare destinato ad accentuarsi. Nei giorni scorsi Eleonora Italia, presidente dei Enac (Ente nazionale aviazione civile), rispondendo al comitato antirumore di Villafranca, aveva fatto sapere che in futuro «il 50 per cento dei voli verranno dirottati ad est, in direzione di Verona».
Proposte alternative? «Vogliamo che i decolli avvengano sul cono delle autostrade o su terreni non abitati e non sulla parte a sud di Verona. Inoltre», continua l?amministratore comunale, «chiediamo sanzioni severe per quelle compagnie che non rispettano le procedure, variando arbitrariamente le rotte, solo, magari, per passare sopra l?Arena. Gli abitanti dei quartieri a sud sono insoddisfatti, bisogna individuare quanto prima un nuovo corridoio aereo. Inoltre la speranza è che l?aeroporto, quanto prima, diventi soltanto civile, per non veder più sfrecciare sulle nostre teste gli aerei militari, per i loro voli di addestramento, come è successo durante la prima quindicina di luglio».
Il Comune, tra l?altro, ha da poco un proprio rappresentante nella Commissione aeroportuale antirumore. «Abbiamo proposto», fa sapere Frigo, «l?installazione di centraline di rilevamento del rumore in grado di individuare chi trasgredisce le norme, per poterlo sanzionare, ma l?iter va molto a rilento… In quella commissione ci siamo entrati dopo molte insistenze, ma bisognerebbe che fossero presenti anche i comitati che rappresentano il malcontento delle persone che vivono nelle zone interessate». (e.s.)
In seguito agli attentati sventati da Scotland Yard a Londra, arrivano le prime richieste di cosa fare da parte dei passeggeri che sono rimasti coinvolti nei ritardi e nella chiusura dell?aeroporto londinese.
Le assocuazioni consumatori danno risposte discordi.
Secondo l?Aduc «siamo in presenza del classico motivo che non prevede alcun rimborso, come gli scioperi, le calamità naturali. Una questione di sicurezza pubblica come quella in corso in Gran Bretagna e con le relative ricadute su tutti gli altri aeroporti del mondo, in tutti i contratti di trasporto o di fornitura di servizi turistici, prevede l?esclusione di qualunque rimborso, così come il dovere, da parte del vettore o del tour operator, di trovare soluzioni alternative».
«Il rimborso dei servizi non usufruiti è, ovviamente, d?obbligo», prosegue l?Aduc, «ma è solo a discrezione del vettore aereo trovare una destinazione o un mezzo alternativo accettabile per il passeggero. Così come è a discrezione del tour operator trovare un modo diverso di far raggiungere la destinazione del pacchetto turistico o offrirne un altro di gradimento del turista. In casi come questo, ognuno subisce i suoi danni».
Di differente avviso il Codacons: chi aveva scelto Londra come metà d?agosto potrebbe prendere in considerazione alcune opzioni alternative. In base alle «normative vigenti e alla consuetudine», e fino a contrordine della Farnesina, i nostri connazionali in partenza possono richiedere e ottenere, assicura l?associazione dei consumatori, «il differimento del viaggio, l?imbarco su altre destinazioni o, se le prime due opzioni non fossero di gradimento, il rimborso di quanto dovuto».
«In caso di emergenze legate al terrorismo, infatti», ricorda il Codacons, «la rinuncia non dipende dalla volontà del turista, quindi non sono previste penali. Se agenzie di viaggio o tour operator non sono in grado di operare la sostituzione del viaggio con una diversa meta a gradimento del turista sono tenute a restituire l?intera somma». E nel caso in cui i tour operator non siano in grado di risarcire l?intera cifra, e l?estrema ratio suggerita dall?associazione, «i turisti possono fare ricorso all?Autorità giudiziaria».
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