Noi nei bar non siamo i Nas, parliamo di prezzi
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fonte:
- Il Gazzettino
Altro che Nas. Altro che controllori. «Ci limitiamo, com`è nostro dovere fare, a evidenziare che i prezzi di alcuni bar del contro storico sono più alti rispetto ad altre zone della città»: centellina così le parole l`avvocato Vitto Claut, presidente del Codacons, che spara cartucce contro le prese di posizione della Confcommercio in merito all`iniziativa promossa dalla sigla dei consumatori “Cara bevanda, ma quanto mi costi!“.
Molto malumore, ma soprattutto molta voglia di ribadire la legittimità di qualsiasi progetto che salvaguardi i cittadini, mettendoli in grado di scegliere i locali udinesi economicamente più abbordabili e in cui qualità, quantità del prodotto e cortesia non vengano sacrificati sull`altare di tariffe contenute. «Il nostro imperativo? Tutelare i consumatori che non hanno il coraggio di fare quello che facciamo noi», aggiunge Claut. Il quale critica le affermazioni della Confcommercio, o meglio del rappresentante della mescita, Perna: «Forse sfugge un concetto: non è nostro compito andare a controllare, ma sottolineare le differenze di prezzo sì, come pure segnalare, a chi dovrebbe eseguire i controlli, le anomalie constatate». «Sappiamo bene – afferma il coordinatore Pierluigi Chiarla – che non abbiamo poteri d`inquisire, sappiamo altresì bene che nessuno può venire a sindacare il nostro lavoro a esclusivo vantaggio dei cittadini». La verità di Chiarla? «Molti esercenti risultano fuori normativa», denuncia il coordinatore udinese, che in questi giorni, assieme allo staff, non ha mollato di un centimetro sulla `Cara bevanda, ma quanto mi costi`, perseverando nei monitoraggi di bar in bar. I risultati? «Diciamo che segnaleremo alle forze dell`ordine tutti gli errori riscontrati, sia in periferia che in centro storico».
Di più non si sbilanciano al Codacons. Possono soltanto rendere noto che certe norme non sono state rispettate». Respinte come «polemiche sterili» le controanalisi della Confcommercio, il legale Claut ordina la carica: «Vogliamo rendere concreto il diritto di ogni udinese di sapere quali esercizi si attengono alle disposizioni di legge, e non soltanto i bar, ma anche le farmacie, i panifici, i ristoranti».
C`è addirittura chi, di prassi, non rilascia lo scontrino in pieno centro a Udine.Insomma, secondo il Codacons venuta l`ora di fare un po` di ordine. «Perna ci chiede quali sono i nostri parametri? I prezzi, naturalmente, e le quantità», risponde ironico Chiarla. «Perna ci chiede come si valuta la cortesia? Beh, basta un po` di buon senso, non occorre certo un corso di galateo». Qualche titolare di bar finito nell`occhio del ciclone a seguito di segnalazioni, è anche pronto a correggere il tiro. Tutto è affidato ai cittadini, chiamati dal Codacons a comunicare eventuali “irregolarità“ (sms reclami: 3895189937; fax: 0432531845; email:codaconsud@hotmail.it; segreteria reclami: 0432405343).
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