Una stangata per mutui e rate conti correnti, interessi più alti
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fonte:
- la Repubblica
Una stangata per mutui e rate conti correnti, interessi più alti
Le associazioni dei consumatori: via l`Ici a chi paga i ratei per la prima abitazione
MILANO – La stangatina arriva mentre l`Italia va in vacanza. Perché con la sua decisione, la Bce non ha fatto un bel regalo a chi negli ultimi tre anni si è deciso al grande passo per l`acquisto di una casa di proprietà, approfittando del calo ai minimi dei tassi di interesse. E colpisce chi, per lo stesso motivo, ha trovato vantaggioso impegnarsi in acquisti a rate, dall`automobile agli elettrodomestici. Arrivati al quarto rialzo dei tassi nel giro di otto mesi da parte delle autorità di Francoforte, il conto comincia a diventare consistente. Se parliamo di mutui, il maggior esborso per le famiglie italiane – secondo il calcolo delle associazioni dei consumatori – può raggiungere i 163 euro al mese, che si traducono in un rincaro che può anche arrivare a 656 euro all`anno. Secondo i calcoli di Adiconsum, coloro che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile per 100mila euro, l`aumento causato dalla decisione della Banca Centrale europea è di 12 euro al mese nel caso di un muto a 15 anni, che arriva a 15 euro nel caso di un mutuo di durata trentennale. “Con questo aumento, il quarto in nove mesi – è il commento di Paolo Landi, presidente di Adiconsum – si arriva a un totale di un maggior costo di 52 euro al mese, e di 624 euro all`anno che a fine mutuo implica una spesa aggiuntiva di ben 1.865 euro“. L`aumento dei tassi colpisce anche il sempre crescente numero di cittadini che si è deciso a ottenere prestiti rimborsabili a rate, tramite la cessione del quinto dello stipendio. Negli ultimi cinque anni questo tipo di pratica ha conosciuto un boom senza precedenti: le somme impiegate sono passate da 753 milioni a 2,75 miliardi di euro. Il tasso applicato prima dell`aumento della Bce variava dal 15 al 20%, e ora potrebbero variare fino al 24%. C`è anche chi ha calcolato quanto potrebbe aumentare la spesa per chi ha comprato elettrodomestici o prodotti per la casa: si tratta di una spesa aggiuntiva media di 93 euro all`anno per un acquisto rimborsabile nell`arco di cinque anni. Le notizie in arrivo da Francoforte non sono negative per tutti. I risparmiatori che hanno investito in titoli di Stato guadagneranno circa 88 euro ogni 20mila investiti. Per lo Stato c`è una maggiore spesa di 3,3 miliardi ogni aumento di 25 punti base. Aumenteranno anche i tassi sui depositi in conto corrente. Secondo lo schema previsto dal decreto sulle liberalizzazioni, lo stesso delle licenze dei taxi e delle farmacie. Il testo licenziato ieri in via definitiva dalla Camera dei deputati non lascia dubbi: “Le variazioni dei tassi di interesse conseguenti a decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori“ Il che significa che le banche che dovessero aumentare i tassi sui mutui devono aumentare dello stesso valore gli interessi cui depositi. Secondo la maggior parte degli osservatori quello di ieri non sarà l`ultimo rialzo. Il che aumenta la preoccupazione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha chiesto al governo “un intervento per aiutare i ceti medi, eliminando l`Ici per chi, con fatica, sta pagando il mutuo per acquistare la prima casa“. Mentre l`Adusbef, punto il dito contro le banche. Un po` generalizzando, accusa gli istituti di credito “perché hanno consigliato, per speculare, mutui indicizzati, invece che irripetibili tassi fissi“.
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