Il mutuo rincara e frena le richieste
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fonte:
- La Stampa
Il mutuo rincara e frena le richieste
Qualche incertezza sul quanto, ma di certo chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile o chi ha intenzione di comprare la casa ricorrendo a questa forma di finanziamento, da oggi pagherà di più, fino a oltre 800 euro all`anno. La prima stima è arrivata dall`Adusbef: il rialzo dei tassi d`interesse comporterà per chi ha sottoscritto mutui aumenti fino a 656 euro l`anno. Come magra consolazione, chi tiene soldi in conto corrente e chi investe in bot metterà in tasca 88 euro in più ogni 20mila. Conti diversi per il Codacons, che fa il cacolo degli aumenti medi e li stima in 155 euro all`anno. Per il sito specializzato Mutui Online invece l`aumento medio della rata mensile è di 50-70 euro, che porta il maggiore esborso fino a 840 euro all`anno. Lo stesso osservatorio nota come il mercato dei mutui per la casa sia entrato in una fase più “riflessiva“, legata alle incertezze che gravano sui nuovi proprietari di case. Oltre all`aumento dei tassi, nota il direttore marketing di Mutui Online Roberto Anedda, pesano infatti anche “l`insediamento del nuovo governo, l`incertezza sugli interventi economici legati alla casa e le prospettive ancora incerte sull`andamento dell`economia“. Intanto continua ad aumentare l`importo medio dei mutui erogati: dai poco più di 80mila euro del primo semestre del 2002 agli oltre 122mila del luglio scorso. Aumenta anche la durata, con i mutui ultratrentennali passati dal 6,2% del totale del primo semestre 2002 al 23,2% di luglio. Per l`Adusbef, i conti sono presto fatti: “Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell`acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l`anno, per un mutuo di 100.000 euro con il rialzo Bce“, spiega l`associazione dei consumatori, sottolineando che “un mutuo di 200.000 euro con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l`anno, senza contare che la quasi totalità delle banche, impongono l`apertura del conto corrente per erogare il mutuo e che richiedono anche 6-7 euro per pagarne le rate, quando in precedenza gratuite“. Per togliere qualche timore ai potenziali sottoscrittori di mutui Unicredit propone la possibilità di fissare – a pagamento – un tetto agli aumenti dei tassi per i mutui a tasso variabile. Grazie al decreto Bersani, gli istituti bancari saranno obbligati ad adeguare i tassi d`interesse attivi sui depositi: sempre secondo i consumatori, saranno complessivamente 2 miliardi di euro in più che entreranno nella tasche dei correntisti. I più tartassati sono coloro che hanno fatto ricorso ai prestiti per l`acquisto di beni di consumo e i possessori di carte revolving, che cioè consentono il pagamento rateizzato dei prodotti acquistati. Un sistema, quello delle carte revolving, che negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio boom in parallelo con il sempre maggiore ricorso all`indebitamento da parte delle famiglie italiane. Se possibile, consigliano le associazioni di consumatori, è meglio accedere ad altre forme di credito. Il tasso applicato prima degli aumenti di Bce variava tra il 15 ed il 20%. Tartassati anche coloro che hanno fatto ricorso alla cessione del quinto dello stipendio: ha conosciuto una crescita abnorme (+265 per cento nel quinquennio 2000-2005, da 753 milioni di euro del 2000 a 2,75 miliardi di euro del 2005), favorita da politiche economiche e da leggi finanziarie, che invece di offrire più redditi per rilanciare i consumi, hanno allargato la platea dei ricorrenti (dai dipendenti pubblici, ai dipendenti privati, atipici, pensionati, ecc.), senza far abbassare tassi di interesse ai limiti dell`usura.
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