Quarto aumento in otto mesi, giù le Borse
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Quarto aumento in otto mesi, giù le Borse
MILANO NONOSTANTE gli inviti dell`Fmi ad andarci piano, la Banca centrale europea ha deciso ieri di alzare di un quarto di punto i tassi, portandoli dal 2,75 al 3%. Non solo ma il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, ha fatto anche capire che molto probabilmente ci saranno altri aumenti prima della fine dell`anno. Anche se la stretta, l`ottava consecutiva dopo due anni di costo del denaro fermo al 2%, era ampiamente prevista, i mercati hanno reagito male alla mossa di Eurotower. L`euro, partito di gran carriera fino a toccare un massimo a 1,2833, è via via ripiegato per assestarsi sotto quota 1,28. PIÙ UNIVOCA invece la reazione delle Borse, tutte in deciso ribasso: Milano ha perso lo 0,63%, Parigi lo 0,8, Francoforte lo 0,61%. Anche fuori da Eurolandia le cose non sono andate meglio: Londra ha lasciato sul terreno l`1,58% e Zurigo l`1,20%. La City ha risentito dell`improvvisa decisione della Bank of England di alzare anch`essa i tassi di un quarto di punto al 4,75% mentre la piazza svizzera ha subito gli effetti della generalizzazione della tendenza restrittiva. In Europa il denaro è infatti diventato più caro anche in Danimarca (più 0,25 al 3,25%, conseguenza, spiegano a Copenhagen, del rialzo deciso dalla Bce) mentre nel resto del mondo si sono mossi il SudAfrica (più 0,50 all`8%) e, nei giorni scorsi, India e Australia. LA GRANDE ATTESA adesso è per martedì prossimo quando negli Usa la Fed, tra previsioni che cambiano continuamente, dovrà deciderà se dare un altro giro di vite o “saltare un turno“ per dare un po` di respiro a una ripresa economica non più spumeggiante. Jean Claude Trichet dubbi del genere invece non ne ha. Nonostante l`aumento deciso ieri, la politica creditizia in Eurolandia, ha affermato, resta “accomodante“. Pericolosa quindi, visto che a fronte vi sono i rischi per la stabilità causati dalla crescente liquidità e un`inflazione che sia quest`anno, sia nel 2007 resterà al di sopra del 2%, il target che si era data la banca centrale. Inevitabile la conclusione di Tichet: “Se la ripresa economica continuerà, sarà necessario ridurre gradualmente il carattere accomodante della politica monetaria“. Pressochè unanime, a questo punto, la previsione dei mercati: ai primi di ottobre la Bce, accorciata la cadenza dei suoi interventi da tre a due mesi, procederà a un altro rialzo e molto probilmente a dicembre ne farà un altro ancora, sempre di un quarto di punto, così da chiudere l`anno al 3,50%. Le nostre decisioni non vengono prese a priori ma dipendono dai dati statistici sull`andamento dell`economia, ha ricordato Trichet, respingendo così le tesi di chi ritiene che alla nostra banca centrale sia già tutto stabilito. “FACCIAMO QUELLO che riteniamo appropriato quando si rende necessario“ per raggiungere il primo obiettivo di una banca centrale: evitare che bassi tassi di interesse, le tensioni di un`economia in ripresa e gli effetti inflazionistici di quotazioni petrolifere alle stelle possano costituire un miscuglio esplosivo in grado di far saltare la stabilità dei prezzi. Polemiche, intanto, le reazioni di Adusbef (la stangata comporterà rate più salate dei mutui) e Codacons (155 euro l`aggravio annuo).
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