3 Agosto 2006

“La battaglia è persa, una sentenza di morte“


“La battaglia è persa, una sentenza di morte“
Il tribunale respinge di nuovo la richiesta di utilizzare il farmaco sperimentale

Un secco no è la risposta del tribunale di Modena al reclamo presentato da Gino Barbolini, malato terminale di Sla, il “morbo di Gehrig“. L`uomo da mesi sta tentando di ottenere l`autorizzazione all`uso di un farmaco sperimentale, l`Igf1, che potrebbe riaccendere per lui una speranza di sopravvivenza. Dopo la prima sentenza negativa del tribunale, l`appello presentato dal modenese, ultimo atto giuridico possibile, è stato respinto. Contemporaneamente a Cosenza una sentenza opposta ne concede l`uso. di Alessia Pedrielli Mentre aumenta il numero delle città italiane nelle quali, nell`ultimo periodo, i Tribunali hanno dato pareri favorevoli all`acquisto del farmaco sperimentale antidegenerativo – l`Igf1 – che sembrerebbe rallentare i processi del terribile morbo di Gehrig, Modena conferma il suo no. Termina così la battaglia di Gino Barbolini, modenese sessantacinquenne, malato terminale di Sla, che dopo due mesi di interventi legali, si è conclusa con un diniego del Tribunale anche in sede di reclamo. La vicenda, seguita dall`avvocato di Barbolini e dal Codacons modenese, era cominciata a giugno con il primo no del Tribunale all`acquisto del Farmaco. Motivo? Il farmaco non ha comprovate capacità terapeutiche. Barbolini però, forte del fatto che la legge italiana prevede, per casi gravi, la possibilità di avvalersi di medicinali non ancora in commercio, attingendo per le spese da un fondo speciale dello Stato, era andato avanti e aveva presentato reclamo. Nei giorni scorsi però la sentenza: un altro rifiuto, e la strada legale ora per Barbolini e la sua famiglia è sbarrata. “Legalmente non c`è più niente da fare – ha spiegato Fabio Galli del Codacons di Modena che si è occupato della vicenda fin dagli esordi – e questo ci lascia amareggiati soprattutto perché proprio di questi giorni sono le sentenze positive di altri sei tribunali italiani a richieste esattamente identiche. Proprio due giorni fa il Tribunale di Cosenza ha acconsentito all`acquisto del farmaco per un malato di Sla e precedentemente avevano dato parere positivo anche i Tribunali di Vicenza, Termini Merese, Lamezia Terme, Tivoli e Capo Vetere, ci sembra assurdo che in Italia ci siano posizioni tanto differenti sulla pelle dei malati“. E sembra quasi una beffa del destino quella capitata a Barbolini, che se fosse residente a Vicenza si sarebbe visto riconoscere la possibilità di utilizzare la cura: “La cura che chiediamo di utilizzare per mio padre – spiega il figlio Luca – è sperimentale, ma non è alternativa ad un`altra già esistente. Voglio dire che si tratta della possibilità di tentare una strada che è l`unica a dare qualche speranza. Non si tratta di libertà di scelta nella cura, com`era nel caso dei pazienti che volevano avvalersi della cura Di Bella, qui si tratta dell`unica speranza possibile per un malato. Unica speranza che viene negata. E per i malati terminali, negare la speranza è una condanna a morte a prescindere dalla validità del farmaco“. Il Codacons però non si arrende e annuncia nuove iniziative. Sarebbero già intensi i contatti con una associazione modenese disponibile a sostenere in gran parte le spese per l`acquisto del farmaco (circa 140mila euro l`anno), lanciando anche una sottoscrizione, e l`autorizzazione verrà chiesta al Ministro Livia Turco: “Il Ministero – spiega Galli – potrebbe autorizzare la somministrazione del farmaco acquistato con mezzi propri dalla famiglia. Ci rivolgeremo a lui e al Presidente della Repubblica, sperando in un intervento positivo“.

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