29 Luglio 2006

Fregene, si cambia ancora torna il divieto, ma “mini“

Il sindaco: “Lunedì potremmo revocarlo“. Esposto Codacons alla Procura

Fregene, si cambia ancora torna il divieto, ma “mini“

Il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, ha deciso: “Quest`anno il bagno lo faccio a Fregene“. Magari violando il divieto di balneazione per inquinamento che proprio ieri – scrivendo l`ennesimo capitolo di un`incredibile commedia dell`assurdo – è stato costretto a disporre. Dunque si cambia ancora: dopo avere ricevuto gli ultimi dati dell`Arpa, il sindaco ha finalmente deciso di produrre l`ordinanza di divieto che aveva ufficialmente annunciato entro mercoledì, limitandola però a 730 metri di costa alla foce del canale “Collettore delle acque basse e alte“: 400 metri verso sud e 325 verso nord. Nella riunione ufficiale in prefettura con Regione e Arpa si era convenuto di vietare – come prevede la legge – la balneazione per due chilometri di costa. Dopo un lungo tira e molla, alla fine la montagna in eruzione ha prodotto un mini divieto. E per di più, Canapini lascia intendere di non vedere l`ora di revocarlo: “L`ordinanza emessa a solo titolo cautelare e mirando alla massima tutela possibile della salute dei bagnanti – spiega la nota del Comune – sarà però passibile di revisione nei prossimi giorni“. Cioè lunedì, quando il sindaco ha convocato “un tavolo tecnico al quale è stata richiesta la presenza di Regione e Arpa, anche al fine di ottimizzare le forme di rilevamento dell`inquinamento e chiarire le discrepanze, più volte emerse anche nel corso delle ultime giornate di prelievi e in seguito a prelievi effettuati da diversi enti ugualmente titolati come la Asl RmD“. “L`unico ente competente a fare prelievi e valutarli è l`Arpa“, precisa subito l`assessore regionale Filiberto Zaratti. Il braccio di ferro continua. Da un lato il Comune, spalleggiato dai “balneari“; dall`altro la Regione con il suo (poco fedele) braccio operativo, l`Arpa. Letti i giornali, Zaratti aveva preso carta e penna e aveva scritto a Canapini: “Gli ho espresso forte preoccupazione e l`ho invitato a una lettura più attenta dei dati forniti dall`Arpa per i dovuti adempimenti. Sono sconcertato“. Poco dopo, ecco la mini ordinanza con previsione di rapida retromarcia lunedì. “Non si capisce nulla. La gente – dice Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – non sa più cosa deve fare. Il comune dice una cosa, il prefetto un`altra e la Regione un`altra ancora. Si sta affrontando il problema nel modo peggiore possibile, se l`intento è salvare la stagione a Fregene questo metodo di togliere e mettere divieti è la maniera migliore per affossarla. La gente, nel dubbio, si allontana“. Parlati propone una ricetta per uscirne: “Si faccia un appuntamento pubblico a Fregene, davanti a tutti. Basta “incomprensioni“ e porte chiuse, siamo disponibili a promuoverla noi questa riunione: si spieghi con chiarezza e si decida“. Intanto, il Codacons ha presentato un esposto in Procura: “A tutela dei cittadini chiediamo che faccia chiarezza. Potrebbero profilarsi contro ignoti le ipotesi di omissione di atti d`ufficio, concorso in inquinamento ambientale ed epidemia“, spiega il presidente, Carlo Rienzi.

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