30 Luglio 2006

I farmacisti si aggrappano alle promesse del ministro Turco

DECRETO BERSANI A Vicenza la serrata di protesta è stata del 97 per cento. I farmacisti si aggrappano alle promesse del ministro Turco

Fontanesi: “Le piccole farmacie potranno ricevere degli aiuti: nel Vicentino sono 60 quelle rurali che rischiano la chiusura“

I farmacisti riaprono le saracinesche. Lo sciopero ad oltranza iniziato dalle farmacie aderenti a Federfarma l`altro giorno, con un`adesione superiore al 97 per cento a Vicenza ed in Veneto, è stato revocato, grazie all`accordo raggiunto con il ministro della Salute Livia Turco. Il decreto sulle liberalizzazioni resta blindato, come aveva annunciato lo stesso ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, ma la sua interpretazione sarà affidata al ministro della Salute.Federfarma esprime, attraverso una nota del presidente nazionale Giorgio Siri, tutta la propria soddisfazione: “L`impegno che abbiamo condiviso è per il pieno rilancio della farmacia, quale presidio insostituibile del servizio sanitario nazionale, anche attraverso l`ampliamento delle sue funzioni di assistenza al cittadino nell`ambito delle strutture e dei servizi della medicina territoriale. Abbiamo convenuto con il ministro Turco sul fatto che i nuovi spazi di vendita di medicinali senza obbligo di prescrizione, previsti dal decreto Bersani, non debbano in alcun caso trasformarsi in farmacie, impegnandoci contestualmente a monitorare gli effetti dei nuovi provvedimenti sul piano dei consumi, così da evitare fenomeni di utilizzo improprio del farmaco“. I farmacisti sono soddisfatti, perché attraverso la mediazione del ministro della Salute è possibile garantire alle farmacie la continuità nello svolgimento del servizio e viene istituito un tavolo che permette alla categoria di partecipare alle scelte politiche. “È stato istituito“, sottolinea il presidente provinciale di Federfarma Vicenza Alberto Fontanesi, “un tavolo permanente di confronto finalizzato a individuare gli strumenti idonei al monitoraggio degli effetti del decreto e a indicare, insieme alle Regioni, gli elementi di valorizzazione del ruolo e delle funzioni della farmacia nell`ambito della nuova convenzione nazionale tra farmacie e Servizio sanitario nazionale, con particolare attenzione alle piccole farmacie“.Le piccole farmacie potranno ricevere degli aiuti, l`attività della grande distribuzione sarà monitorata costantemente ed il ministero della Salute interverrà in modo importante per influire sul meccanismo di formazione del prezzo dei medicinali. “Sono tutti interventi“, aggiunge il presidente Fontanesi, “che Federfarma ha invocato da tempo, per il bene del cittadino e per garantire la salvaguardia della salute. Grazie all`accordo i cittadini potranno continuare a fruire della capillarità del servizio farmaceutico. I numeri parlano chiaramente: 1280 sono le farmacie in Veneto, delle quali 570 sono le farmacie rurali, che avrebbero rischiato la chiusura. A Vicenza la situazione è analoga: su 217 farmacie, almeno 60 sono rurali“.La revoca della serrata è stata prodotta unicamente dalle rassicurazioni del ministro Livia Turco, che ha rassicurato i farmacisti quanto al ruolo che continueranno ad avere. “Il decreto Bersani“, conclude il presidente Fontanesi, “passerà immodificato, ma insistiamo affinché il binomio farmacia-farmacista non perda il suo senso e rimanga presidio per la salute del cittadino“. Ed ora si apre la battaglia dei consumatori per le richieste di risarcimento danni. Il primo risarcimento, di 500 euro, è già stato riconosciuto ad Anna Di Giovanni, 74 anni, del quartiere Fuorigrotta a Napoli, che ha citato la Regione Campania “per negligenza e inadempimento ai doveri propri della pubblica amministrazione a tutela dei diritti costituzionalmente garantiti“. Il giudice di pace le ha dato ragione, sentenziando: “Non vi è dubbio che per le fasce più deboli lo sciopero o la sola minaccia metta in grave stato d`agitazione il cittadino assistito più debole il quale con la sola pensione sociale non è in condizione di sopravvivere“. Altre cause sono state intentate dal Codacons di Roma.

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