30 Luglio 2006

L`acqua “accusata“ è all`esame dell`Asl

GAMBERO IN BOTTIGLIA. Biologi e chimici al lavoro
L`acqua “accusata“ è all`esame dell`Asl

Sul banco degli imputati ancora una onfezione di acqua minerale; e ancora la piazza lentinese a dover fare i conti con prodotti non conformi a nessuna regola alimentare. Ma in questo caso la vicenda non riguarda un`acqua “avvelenata“ con varechina o simili, ma addirittura contenente crostacei. Per quanto abbia dell`incredibile, ad una donna del posto è capitato di trovare un gamberetto all`interno di una delle bottiglie della confezione da sei comprata in un esercizio locale. La scoperta, però, è stata fatta solo dopo che la donna si è sentita male dopo aver bevuto il contenuto di un`altra bottiglia. In preda a forti dolori addominali e a crisi di vomito, sorti a breve distanza dal consumo dell`acqua, la vittima ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici dell`ospedale di Lentini i quali le hanno diagnosticato una acuta forma di cistite. Solo al rientro a casa ha controllato le bottiglie rimanenti (ancora custodite nell`involucro di plastica che sigilla le confezioni multiple), forse per vedere se vi fossero piccoli fori, prova del tentativo di inquinamento del prodotto. Ed invece, con sua grande sorpresa, ha trovato il gamberetto. L`acqua contenuta nella bottiglia è all`esame dell`ufficio di igiene e profilassi dell`Asl 8 che stabilirà se e quali gli elementi inquinanti. Per la donna i rischi a cui è stata sottoposta suo malgrado, sono vari. Oltre alla cistite, poteva ammalarsi di gastroenterite, se non addirittura di patologie ben più serie. Ma per poter stabilire quali gli eventuali rischi, i medici si riservano di conoscere le esatte componenti che verranno trovate nel contenuto delle bottiglie incriminate. Al paradosso della vicenda si aggiungerebbe anche quello dell`atteggiamento assunto dai responsabili della azienda di imbottigliamento dell`acqua, che avrebbero respinto ogni addebito, asserendo “l`impossibilità dell`accaduto riferito“. Ma la vittima, determinata a non lasciare cadere il caso, si è rivolta al Codacons, associazione di tutela dei diritti dei consumatori, i cui legali la stanno assistendo nella procedura forense. Per una storia che si è sviluppata lungo il filone del paradosso, non risulta strano che la donna sia stata fortunata a risentire immediatamente dei sintomi dell`intossicazione. Laddove avesse avuto tempi più lunghi di reazione, le conseguenze avrebbero potuto essere differenti, con prognosi più complesse. L`ufficio legale del Codacons ha già presentato denuncia, corredata da prove come la bottiglia contenente il gambero, alla procura della repubblica di Siracusa.

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