Sciopero delle farmacie, il garante accusa
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fonte:
- Il Mattino
Chiuse. Da oggi, e almeno fino a martedì, le farmacie saranno chiuse contro il decreto Bersani che porta i farmaci da banco (quelli senza prescrizione medica e che pagano i cittadini) nei supermercati. Ferderfarma, l`associazione delle 15.500 farmacie private italiane, ha rispedito al mittente sia l?appello del ministro della Salute, Livia Turco, sia l?ammonimento del garante degli scioperi Antonio Martone. È, dunque, serrata (saranno comunque aperte le farmacie di turno e quelle comunali). Il ministro Turco, più volte negli ultimi giorni chiamato in causa per una mediazione, aveva invitato i farmacisti «a valutare con attenzione e senso di responsabilità verso i cittadini le ricadute per la tutela della salute della popolazione di una chiusura ad oltranza delle farmacie. Mi auguro – aveva sottolineato – che la decisione dello sciopero sia pertanto revocata e se ciò avverrà, per quanto mi riguarda, sono pronta al dialogo sin da domani mattina (oggi, ndr)». Nessun tono conciliante, invece, nella segnalazione formale del garante. C?è il «fondato pericolo di pregiudizio grave e imminente ai diritti alla vita ed alla salute dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione», ha scritto Martone. Ma Federfarma non si è spostata di un millimetro. «È confermato lo sciopero farmacie ma siamo pronti ad un tavolo di confronto per domani (oggi, ndr) con la massima disponibilità al dialogo e pronti a revocare le agitazioni», ha scritto il presidente di Federfarma Giorgio Siri in una lettera al ministro Turco. «Siamo pronti a interrompere le agitazioni – ha aggiunto Siri – e vedere se ci sono margini di manovra di comune accordo». Non si sposta nemmeno il ministro Bersani. Quella di Federfarma, ha accusato, è una risposta «sproporzionata». E poi una precisazione: «La sanità è sanità, l`economia è economia. I farmacisti sono anche soggetti economici. Io li ho incontrati come tali, per il resto discuterà Livia Turco. Ma qui si parla di concorrenza ed economia. Mi si sono presentati con i camici bianchi. Potevano risparmiarselo, li avrei comunque ricevuti come soggetti economici». Ma il fronte della protesta si prospetta meno compatto di qualche giorno fa. La Federfarma Lombardia ha deciso lo stato di agitazione permanente ma lasciando le farmacie aperte. Federfarma di Pesaro ha accolto l?invito del ministro e ha revocato lo sciopero. E Federfarma nazionale, da parte sua, ha già sospeso l`associazione provinciale di Bolzano, colpevole di non aver aderito allo sciopero indetto a livello nazionale. I farmacisti dell`Alto Adige e del Trentino non hanno partecipato ai due scioperi nazionali già attuati. Si sono limitati a proclamare che condividono le ragioni dei colleghi che si astengono dalle attività lavorative, ma che non vogliono creare disagi inutili alla clientela locale e ai turisti. Insieme a Bolzano, sono state sanzionate da Federfarma anche i farmacisti di Trento, Bologna, Firenze, Prato e Sassari. Ai giudici si sono rivolte alcune associazioni di consumatori. Il Movimento difesa del cittadino (Mdc) denuncerà le farmacie di ogni singola città che chiuderanno per interruzione del servizio pubblico. Cittadinanzattiva chiede la precettazione e il Codacons chiede la revoca o la sospensione della licenza ai farmacisti ribelli. Intanto il decreto prosegue la sua marcia alla Camera. Lunedì il testo approderà in aula e fino alle 12 di questa mattina ci sarà ancora tempo per gli emendamenti in commissioni.
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