28 Luglio 2006

Farmacisti a rischio precettazione



Tra spaccature della base e minacce incombenti di precettazione, scatta da oggi lo sciopero “a oltranza“ proclamato dalle farmacie private contro la vendita nei supermercati dei farmaci da banco senza obbligo di ricetta. Ma proprio oggi il Governo deciderà che cosa fare per frenare la protesta dei farmacisti: l`argomento non è ufficialmente nell`agenda del Consiglio dei ministri, ma certamente non mancherà una relazione del ministro della Salute, Livia Turco, e una discussione (e decisione) collegiale del Governo. Tra gli interventi possibili, come ultimissima via d`uscita, c`è anche quello della precettazione, suggerito tra le righe ieri dal Garante sugli scioperi nei servizi pubblici, Antonio Martone,che ha segnalato alla Turco, cui spetta il passo estremo della precettazione, il “fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti alla vita e alla salute dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione“. Una “segnalazione intimidatoria “,hanno replicato i vertici di Federfarma. Si fa sempre più incandescente la guerra sui farmaci da banco aperta dal “decreto Bersani“. Il fronte dei farmacisti comincia a spaccarsi: le farmacie della Lombardia, dopo l`intervento di Roberto Formigoni, hanno deciso di tenere aperte le saracinesche per garantire il servizio ai cittadini, salvo confermare “lo stato di agitazione “ della categoria. E contro lo sciopero ?non contro le ragioni della protesta ? sono anche i titolari di farmacia di Trentino Alto Adige, Bologna, Firenze, Prato, Sassari, Pesaro. Per tutti è scattata la sospensione da Federfarma. Che, intanto, ha anche confermato le anticipazioni dei giorni scorsi: l`invito alle farmacie di revocare gli ordini non ancora evasi di farmaci da banco senza obbligo di ricetta. Tutti contro tutti. Per tutta la giornata di ieri c`èstato un confronto a distanza tra ministero della Salute e Federfarma.Nella speranza reciproca di trovare una via d`uscita. Che non s`è trovata. Ha aperto la Turco: “bene il dialogo, no a forme esasperate di protesta“, ha mandato a dire il ministro con un comunica to stampa. In sostanza: se lo scioperò sarà revocato,era l`offerta, già domani ( oggi, per chi legge) convocherò i farmacisti. La replica di Federfarma è arrivata nel pomeriggio,preceduta da una lettera alla Turco del presidente Giorgio Siri: lo sciopero è confermato, siamo pronti alla “massima collaborazione nel caso di un eventua le incontro“. Traduzione: se ci convocate, e soprattutto se ci saranno passi in avanti su aspetti concreti del decreto legge, siamo pronti a discutere. Ed eventualmente a sospendere lo sciopero. Un dialogo trasordi,alla prova dei fatti:Federfarma ha confermato lo sciopero; il ministro non ha convocato i farmacisti. Le decisioni collegiali del Consiglio dei ministri partiranno proprio da questa situazione di stallo. Ma anche dalla verifica del reale stato di disagio del servizio farmaceutico in tutta Italia, che potrà essere alleviato, oltreché dalle farmacie private che non sciopereranno, da quelle “di turno“ e dalle 1.383 comunali (pressoché assenti al Sud) che hanno annunciato di voler ampliare i turni di servizio. Il ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, ha intanto confermato che indietro non si torna. Aggiungendo anzi di considerare quella di Federfarma “una reazione spropositata “: il Governo è convinto delle nuove regole sulle liberalizzazioni, ha detto,e“le difenderemo “. E nel bel mezzo cresce il fronte dei favorevoli alla precettazione, dalla Margherita a Cittadinanza Attiva, passando per una miriade di interventi contro lo sciopero, sostenuto soprattutto dal centrodestra, con i Codacons pronti a denunciare le singole farmacie. Che, per parte loro, si difendono in tutti i modi: in una farmacia di Grotte (Agrigento), è spuntato un banchetto con tanto di salumi. In offerta (gratuita) ai clienti.

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