Una serrata (quasi) totale
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Una serrata (quasi) totale. 95 farmacie private su 100, secondo i dati di Federfarma, ieri sono rimaste chiuse per protestare contro il decreto Bersani. E la protesta ripartirà già domani: l`assemblea di Federfarma ha deliberato la chiusura delle farmacie a oltranza, fino alla conversione in legge del decreto Bersani.
Lo sciopero di ieri, dunque, è andato addirittura meglio del precedente, quello del 19 luglio, quando le adesioni sfiorarono la percentuale del 93%. Ieri sono rimaste in servizio le farmacie di turno, mentre a Roma circa 4.500 farmacisti in camice bianco provenienti da tutt`Italia (ma soprattutto dal Sud) hanno manifestato con toni veementi sotto il ministero per lo Sviluppo economico e hanno distribuito volantini per spiegare ai cittadini le ragioni della protesta. All`assemblea straordinaria della categoria, nel pomeriggio, hanno preso parte circa un migliaio di persone. «Le farmacie italiane hanno aderito in maniera compatta alla seconda giornata di chiusura proclamata da Federfarma – si legge in una nota ufficiale – per protestare contro il mancato accoglimento delle modifiche proposte al decreto Bersani, per ampliare la disponibilità del farmaco da automedicazione anche al di fuori del canale farmacia».
«No» dunque alla prevista liberalizzazione delle vendite dei prodotti da banco. I farmacisti chiedono di restringere la lista dei farmaci da banco da vendere fuori farmacia, di eliminare l`obbligo della presenza del farmacista nei servizi commerciali e di escludere la categoria dei farmaci Sop (senza obbligo di prescrizione) dalla liberalizzazione. La serrata è a rischio multa: visto il mancato rispetto dei tempi di preavviso, infatti, la Commissione di garanzia sugli scioperi potrebbe aprire un`istruttoria su Federfarma. La sanzione prevista a fronte di questi comportamenti in violazione delle regole sugli scioperi va dai 2.500 ai 50.000 euro. Ma la multa può essere comminata solo all`organizzazione che ha proclamato lo sciopero. Il presidente di Federfarma Giorgio Siri è stato chiaro: «Non sospenderemo lo stato di agitazione e confermiamo la partecipazione il 28 alla riunione dei liberi professionisti contro il decreto Bersani».
E proprio domani, venerdì 28, nuovo sciopero delle farmacie private italiane. Lo ha deciso l`assemblea straordinaria della Federfarma, durata più di cinque ore e mezza, che ha approvato una delibera in cui si prevede «la chiusura delle farmacie da venerdì 28 luglio a oltranza fino alla conversione in legge del decreto Bersani. Il servizio essenziale sarà assicurato dalle farmacie di turno». L`assemblea ha anche deliberato lo stato di agitazione permanente.
Le reazioni dei consumatori non si sono fatte attendere. Il Movimento difesa del cittadino ha accusato le farmacie di essere «diventate dei veri e propri supermercati, che mettono in vetrina prima ancora dei farmaci prodotti dimagranti o contro la cellulite, giocattoli, calzature, prodotti per l`igiene ed erboristici, caramelle, eccetera». Mdc si chiede inoltre «se i farmacisti temono con la liberalizzazione un aumento sconsiderato dell`uso dei farmaci da parte dei cittadini, non si spiega perché non protestino anche contro la massicce e dispendiose campagne pubblicitarie sui farmaci che da sempre vengono fatte in Tv nelle ore più costose». Di fronte alla chiusura reiterata di oltre 16 mila farmacie «che ha lasciato numerosi Comuni italiani senza assistenza farmaceutica», Cittadinanzattiva, invece, ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per valutare l`esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio.
«Proprio i cittadini che hanno oggi subito disagi e che hanno trovato le farmacie chiuse -sottolinea infine il Codacons – possono chiedere ai farmacisti responsabili il risarcimento dei danni fino a 2.500 euro, ricorrendo al Giudice di pace. Si pensi infatti a chi ha dovuto far fronte ad un`emergenza, ed è stato costretto a percorrere chilometri prima di trovare una farmacia aperta, e ai conseguenti rischi per la salute derivati dalla chiusura in massa degli esercizi».
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