27 Luglio 2006

Farmacie serrate in tutta Italia, ma il decreto Bersani passa lo stesso

Roma – Aperto solo un esercizio su 6, mentre a Roma i farmacisti scendono in Piazza Farmacie serrate in tutta Italia, ma il decreto Bersani passa lo stesso Oggi, mercoledì 26 luglio, 1 farmacia su 6 in Italia rimarrà chiusa: su un totale di 17.500 farmacie distribuite sul territorio nazionale solo 2900 apriranno, di cui 1400 comunali. Se l`adesione sarà la stessa della precedente protesta del 19 luglio, anche questa volta il 93% delle farmacie rimarranno serrate. La situazione si prospetta più grave al Sud dove la diffusione di esercizi pubblici è minore: in Calabria i cittadini potranno contare solo su 2 farmacie pubbliche. A Roma i farmacisti sono scesi in piazza in camice bianco. Oltre a manifestare contro il decreto Bersani chiedono anche di restringere la lista dei farmaci da banco che presto cominceranno ad essere venduti in supermercati ed autogrill. La sanzione per questi comportamenti in violazione alle regole sugli scioperi può giungere fino a 50.000 euro. Le associazioni per i diritti dei consumatori protestano e richiedono multe per i farmacisti che aderiranno allo sciopero clandestino. Il Codacons chiede addirittura di far pagare un`ammenda di un milione di euro a Federfarma. La protesta dei farmacisti e quella meno recente dei taxisti non sembrano aver sortito alcun effetto sulle decisoni del governo riguardo il decreto sulla competività. Il senato stanotte infatti ha varato con voto di fiducia la manovra bis, con annesso decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Su 213 senatori, hanno votato “sì“ 158 senatori dell`Unione (presente in Senato al completo) più due senatori a vita. Molti gli assenti della Cdl che oggi ha espresso il proprio disappunto per la decisone del governo di ricorrere per la quarta volta dall`inizio della legislatura al voto di fiducia.

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