27 Luglio 2006

IL CODACONS: CHI INTERROMPE IL SERVIZIO VA MULTATO

IL CODACONS: CHI INTERROMPE IL SERVIZIO VA MULTATO

I farmacisti fanno i duri: chiusi a oltranza

Alla Camera non sarà posta la fiducia ma per Prodi e Bersani “la liberalizzazione va avanti“


Roma I farmacisti alzano il tiro. E al termine di un`assemblea autoconvocata a Roma annunciano lo stato di agitazione permanente, con l`eccezione degli esercizi di turno. “Da venerdì 28 luglio le farmacie resteranno chiuse a oltranza finché il decreto non verrà modificato“, afferma il presidente di Federfarma Giorgio Siri, che aggiunge: “Il 28 parteciperemo alla manifestazione indetta da tutte le altre categorie dei professionisti. E abbiamo avviato una raccolta di firme contro il decreto in tutta Italia“. La decisione arriva al termine di una giornata movimentata, con i farmacisti in piazza Barberini e i panificatori davanti a Montecitorio per protestare contro il decreto Bersani, e un incontro di una delegazione di Ferderfarma con il ministro dello Sviluppo economico conclusosi con un nulla di fatto. “La linea del governo non cambia – riferisce il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giaretta – per motivi di tempo non potremo affrontare una terza lettura al Senato. Il testo è sostanzialmente blindato“. Più aperturista la linea del ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, che assicura: “Sul testo alla Camera non sarà posta la fiducia, come è avvenuto invece al Senato“. I segnali del governo non convincono però i farmacisti. E` Prodi in persona, rispondendo al question time alla Camera, a ribadire che il governo “intende andare avanti con le liberalizzazioni, per scrostare il nostro sistema dagli irrigidimenti“. E il ministro Bersani in una nota al termine dell`incontro con i vertici Federfarma ribadisce che “le nuove norme consentiranno l`abbassamento dei prezzi dei farmaci“. Nessuna marcia indietro, insomma. Tanto più che Bersani sottolinea come il decreto “non intende favorire fenomeni di concentrazione proprietaria delle farmacie in pochi grandi gruppi“, come temono i farmacisti. Anche se il ministro si dice poi disposto ad aprire un tavolo tecnico di monitoraggio “per valutare i paventati rischi di concentrazione proprietaria“. Troppo poco per i farmacisti, che optano per la linea dura. Una decisione che spinge il ministro per la Salute Livia Turco a dire: “Riprenderò il dialogo con i farmacisti nei prossimi giorni“, mentre la Commissione di garanzia apre un provvedimento di valutazione del comportamento di Federfarma, secondo cui il 93% dei 16.500 esercizi privati ha aderito alla serrata di ieri (la seconda in 8 giorni). Uno sciopero per il quale il Codacons chiede ora alla Commissione di garanzia di multare “anche i singoli farmacisti che hanno danneggiato gli utenti“. E si dissocia dai colleghi il movimento nazionale liberi farmacisti (Mnfl) che si schiera così: “Lo sciopero a oltranza è un ricatto, una decisione gravissima, contraria alle più elementari regole democratiche“ Federfarma ha ribadito in piazza le sue parole d`ordine: con il decreto si aprono le porte a pochi grandi gruppi privati della grande distribuzione, “i soli che possono permettersi di assumere farmacisti“. A piazza Barberini a Roma centinaia di camici bianchi hanno bloccato il traffico, con momenti di tensione con le forze dell`ordine. “Alla fine a comprarsi tutte le farmacie saranno le grandi multinazionali, che venderanno solo i loro prodotti, a prezzo più basso“, attacca Francesca Lo Muzio, foggiana. “Questo è solo il primo passo di un processo di smantellamento di un servizio che funziona“, rincara la dose Luigi Galatello di Ancona. E il vicepresidente di Federfarma Alfonso Misasi sbotta così: “Bersani non deve truffare gli italiani con un decreto che non porta i farmaci agli italiani ma le farmacie nelle sue coop“. In piazza con i manifestanti c`è anche l`ex ministro Gianni Alemanno che annuncia “una grande marcia a settembre del ceto medio e una raccolta di firme per un referendum abrogativo“ del decreto. Con lui Ignazio La Russa che assicura: “An è con voi“. Inizia intanto oggi alla Camera l`iter della manovra bis con annesso decreto liberalizzazioni. In mattinata è prevista l`audizione di Visco e Bersani da parte delle commissioni Bilancio e Finanze. Alle 11 è convocata la conferenza dei capigruppo per fissare il calendario di esame in Aula. E scade a mezzogiorno il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this