Farmacie, serrata a oltranza
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fonte:
- la Repubblica
Il Garante: procedura contro Federfarma e avvocati
Da domani serrande abbassate fino alla conversione in legge
Il ministro non cede: nessun margine di manovra, giù i prezzi delle medicine
ROMA – Al grido di “per Prodi e Bersani le aspirine sono come salami“ i farmacisti alzano il tiro contro il decreto sulle liberalizzazioni. Lo sciopero organizzato ieri dalla categoria è destinato a restare solo una tappa nella lotta contro le nuove norme che prevedono la vendita libera dei prodotti da banco. Già domani i camici bianchi incroceranno di nuovo le braccia e lo faranno ad oltranza, fino alla definitiva conversione del decreto in legge (già votato con la fiducia al Senato ora dovrà passare al vaglio della Camera). La decisione di procedere nonstop con la serrata – assunta da Federfarma in un`assemblea straordinaria – soffia sul fuoco delle già accese polemiche. Sulla manifestazione di ieri – ma anche su quella indetta pochi giorni fa dagli avvocati – la Commissione di garanzia sugli scioperi ha già avviato un`istruttoria che dovrebbe sancirne l`irregolarità (non sono stati rispettati i tempi di preavviso) e concludersi con una multa. Ora la chiusura ad oltranza è destinata a moltiplicare i disagi: i modi del passaggio del decreto alla Camera non sono ancora definiti. C`è l`ipotesi di un nuovo voto di fiducia entro martedì prossimo, ma i tempi potrebbero ulteriormente dilatarsi facendo sì che gli utenti restino senza medicine per giorni. Anche se durante la protesta sarà garantito il servizio d`emergenza delle farmacie di turno e l`apertura delle farmacie comunali. Federfarma è convinta delle necessità di far blocco: ieri l`associazione che riunisce soprattutto i proprietari di farmacie ha messo a segno uno sciopero con adesioni medie del 95 per cento e picchi del cento per cento. Ha portato a Roma, in un sit in di protesta sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico, circa 4500 persone. Tutte in camice bianco, munite di fischietti “anti-Bersani“, pronti a far sapere che “la borghesia è molto incazzata“, che “Prodi e Bersani sono i veri caimani“ che se il decreto passerà definitivamente così com`è organizzeranno una raccolta di firme per abrogarlo. Molto appoggiati da An (l`ex ministro Alemanno, Ignazio La Russa e altri esponenti erano in piazza) i farmacisti di Federfarma sono approdati alla decisione dello sciopero ad oltranza dopo che una loro delegazione è stata ricevuta, senza risultato alcuno, dal ministro Bersani e dai suoi tecnici. La risposta data dal governo è stata nettissima: “Non ci sono margini di manovra nel decreto“. “Le nuove norme – ribadisce il ministro dello Sviluppo – consentiranno l`abbassamento dei prezzi dei farmaci e una maggiore accessibilità da parte dei consumatori“. La durezza della protesta di Federfarma ha scatenato le polemiche delle associazioni di consumatori: Cittadinanzattiva ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per valutare l`esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Il Codacons ricorda che “i cittadini che hanno subito disagi e che hanno trovato le farmacie chiuse, possono chiedere il risarcimento dei danni fino a 2.500euro, ricorrendo al giudice di pace“. Al loro fianco si schierano i diecimila “camici“ del Movimento dei liberi farmacisti“, che riunisce in prevalenza professionisti non proprietari di farmacia e che si dichiara contraria alla protesta di Federfarma definita “un ricatto alle più elementari regole di democrazia“. Se il governo dovesse ritenerlo necessario – precisano – i liberi farmacisti sono pronti a rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione per aiutare i colleghi delle farmacie che resteranno aperte.
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