26 Luglio 2006

Farmacie di nuovo in sciopero oggi contro Bersani

In tutta la città resteranno aperti soltanto tre esercizi durante il giorno e quello di piazza Libertà nelle ore serali e nella nottata, dalle 19.30 in poi

Farmacie di nuovo in sciopero oggi contro Bersani

Una delegazione di titolari udinesi andrà a Roma per partecipare al previsto corteo di protesta A sfilare in camice bianco per le vie di Roma in segno di protesta contro il decreto Bersani che propone la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco senza obbligo di prescrizione, ci sarà anche una delegazione dei farmacisti udinesi con in testa il presidente di Federfarma regionale, Damiano Degrassi. In città andrà invece in onda la seconda chiusura di protesta a soli 6 giorni di distanza dalla prima storica serrata che, secondo i dati di Fedefarma ha coinvolto tutte le 166 farmacie della provincia. Nel capoluogo friulano rimarranno aperte al pubblico solamente le farmacie di turno che sono la Aiello di via Pozzuolo 155, la Zambotto di via Gemona 78 e la Pelizzo di via Cividale 294. L`orario di apertura sarà quello consueto dalle 8.30 alle 19.30 mentre di sera dalle 19.30 alle 23 aprirà i battenti la farmacia Beltrame di piazza della Libertà 9 che dalle 23 alle 8 del mattino di domani garantirà anche il servizio a chiamata con obbligo di ricetta medica. In questo modo Federfarma intende “protestare duramente contro il decreto e nel contempo garantire un servizio minimo agli utenti“. Ma l`associazione dei consumatori Codacons, che nei giorni scorsi aveva invitato i cittadini a boicottare le farmacie rifornendosi, ove presenti, solo presso quelle comunali, ha reso noto attraverso un comunicato che denuncerà tutte le farmacie che aderiranno e che hanno aderito allo sciopero. “Verificheremo il comportamento di tutte le farmacie della provincia di Udine e invieremo al Codacons nazionale l`elenco di quelle che resteranno chiuse – spiega il responsabile udinese del Codacons, Pierluigi Chiarla – in modo da poter preparare una denuncia per interruzione di pubblico servizio“. Il Codacons ha anche annunciato di voler “chiedere nei confronti dei farmacisti responsabili una multa o il ritiro della licenza poiché le motivazioni di questo sciopero sono intollerabili in quanto finalizzate a proteggere assurdi privilegi e impedire la vendita dei farmaci nei supermercati, cosa che farebbe risparmiare ai cittadini 424 milioni di euro l`anno“. Con il decreto viene infatti introdotta la libertà di sconto sui farmaci e si consente di vendere i farmaci da banco o di automedicazione non soggetti a prescrizione medica all`interno degli esercizi commerciali, in una parte ben definita e distinta dagli altri reparti, con l`assistenza di uno o più farmacisti laureati e iscritti al relativo ordine. Novità che secondo Degrassi andrebbero a danno della salute dei cittadini e del servizio di prossimità garantito dalle farmacie: “Non è vero – sostiene – che le farmacie vogliono impedire la vendita di farmaci al supermercato, anzi, è giusto che i farmaci di automedicazione siano venduti in qualsiasi esercizio commerciale, anche senza il farmacista. Il Governo, invece, vuole che i farmaci siano disponibili solo negli ipermercati e per ottenere ciò si è inventato l`obbligo tutto italiano (suggerito dalla Coop) della presenza del farmacista, figura che potranno permettersi solo i grandi centri commerciali“.

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