Nulla di fatto nell`incontro tra governo e Federfarma
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fonte:
- Il Campanile
Farmacie chiuse domani e sit-in dei farmacisti a piazza Barberini. E` andato male l`incontro di ieri tra Federfarma e governo; il nodo riguarda sempre il contenuto del decreto sulle liberalizzazioni del ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani che ha l`obiettivo di vendere i farmaci da banco anche ai supermercati, ma con la supervisione di un farmacista. L`accordo non è stato trovato e il presidente di Federfarma, Giorgio Siri ha sottolineato la totale chiusura del governo rispetto alle proposte dei farmacisti (saranno aperti solo gli esercizi comunali). Nonostante, poi, la Commissione di garanzia sugli scioperi abbia segnalato l`irregolarità dell`agitazione, i farmacisti hanno confermato la serrata. Proteste dalle associazioni dei consumatori che hanno parlato di “chiusura“ e “arroganza“. Ma cominciamo dall`inizio. Ieri all`ora di pranzo una delegazione di farmacisti aderenti a Federfarma ha incontrato il sottosegretario allo Sviluppo, Giarretta, che però, non aveva la delega a trattare. Il vertice è durato poco, appurata l`indisponibilità dell`esecutivo di arrivare a un compromesso, il presidente Siri ha confermato l`agitazione già proclamata la settimana scorso dopo il primo giorno di sciopero, il 19 luglio. Siri ha parlato di “un viaggio inutile“ dato che non c`era il ministro Bersani e da parte del sottosegretario al ministero per lo Sviluppo economico, la chiusura è stata totale. Al Jolly hotel a Roma i farmacisti, riunendo il gotha dell`associazione, penseranno a nuove forme di protesta, tra le quali la fuoriuscita delle farmacie dalla convenzione con il servizio sanitario nazionale e una protesta anche in sede europea. I consumatori, fautori del disegno Bersani, puntano il dito contro la lobby dei farmacisti. Il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri, non ha dubbi: “Confermare la serrata dopo che la Commissione di garanzia sugli scioperi ha segnalato l`irregolarità della protesta indetta per il 26 luglio prossimo, equivale a dare una risposta arrogante e di chiusura nei confronti delle istituzioni e dei cittadini; lo stesso atteggiamento mostrato dalle farmacie nei confronti degli sconti per i farmaci di fascia C, prima promessi e poi quasi mai applicati“. Stessa linea dal Codacons. Il presidente Carlo Rienzi si augura che i farmacisti rinsaviscano e facciano un passo indietro: “Se ciò non avverrà, chiederemo formalmente una multa di 10 mila euro in capo a ciascuna farmacia che il 26 abbasserà le serrande, e una sanzione di 1 milione di euro per Federfarma“. Stavolta, però, il governo tenta di portare fino in fondo il suo progetto, cercando di non ripetere il comportamento avuto con i tassisti. Dalla Margherita, infatti, è arrivato l`appoggio alla scelta del ministero dello Sviluppo. La deputata diellina, Maria Paola Merloni, ha spiegato che la violazione delle norme sugli scioperi è “un grave danno per i cittadini“. Mentre il ministro della Salute, Livia Turco, in un`intervista a l`Unità ha risposto a quanto affermato nei giorni scorsi l`ex ministro della Salute, Francesco Storace, sul rischio che i prezzi aumentino. “Rispondo che non sarà così – ha detto Turco – nessuna paura“. Il ministro ha anche difeso la linea del governo nei confronti delle scelte fatte per le farmacie con il decreto Bersani. “Noi abbiamo molto insistito sulla linea “farmacista accanto a farmaco“ che è poi anche un modo di creare opportunità per i giovani. Io sono del parere che le farmacie sono una rete preziosa per il servizio sanitario nazionale pubblico“. Secondo il ministro, infatti, i farmacisti hanno sbagliato a non intraprendere prima e da soli un processo di innovazione, “avrebbero dovuto essi stessi capire che se vogliono essere presidio nazionale non devono essere un bazar che vende tutti i prodotti. Però devo dire che la maggior parte delle farmacie italiane ha iniziato un processo di innovazione“.
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