La Commissione di garanzia: “sciopero irregolare“
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fonte:
- Il Manifesto
Farmacisti allo scontro
E` irregolare lo sciopero proclamato dai farmacisti in seguito al fallimento dell`incontro tra il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giarretta, e Federfarma, volto a scongiurare la serrata prevista per mercoledì 26 luglio. La Commissione di garanzia per la legge sullo sciopero, riunitasi ieri a Roma, ha stabilito, infatti, che nella convocazione dello sciopero non è stato rispettato il termine del preavviso. Si allontanano, dunque, le posizioni dei titolari delle farmacie e quelle del Ministero dello Sviluppo economico. Al centro della questione la richiesta, ribadita da Federfarma, di eliminare dal decreto l`obbligo della presenza del farmacista nei servizi commerciali che intendano vendere farmaci, ed escludere le categorie dei farmaci senza obbligo di prescrizione dalla liberalizzazione. A questo proposito Giarretta ha rilevato che accogliere queste proposte “comporterebbe l`impossibilità di vendere i farmaci negli esercizi commerciali, rendendo difficilissimo lo sviluppo di un canale alternativo di distribuzione“ che possa offrire prezzi più convenienti per il cittadino. Ai farmacisti, però, il decreto Bersani (soprattutto per la parte riguardante l`ereditarietà delle licenze) non va proprio giù, sostengono che non sia un provvedimento a favore dei cittadini, ma che sia “tagliato su misura per la grande distribuzione“, e accusano il Governo di mantenere un atteggiamento di chiusura totale rispetto alle loro iniziative volte trovare un accordo tra le parti. “E` una presa in giro – ha sbottato il presidente di Federfarma, Giorgio Siri, riferendosi all`incontro di ieri – pensavamo che il Sottosegretario Giarretta avesse la delega a trattare, invece no“. Mercoledì, quindi, farmacie chiuse, sit in piazza Barberini e assemblea straordinaria di Federfarma per decidere nuove azioni di protesta, in barba al richiamo della Commissione di garanzia sul rispetto dei tempi obbligatori per gli scioperi. Tuttavia i consumatori continuano a schierarsi a favore delle liberalizzazioni e attraverso le loro associazioni invitano i farmacisti a rinsavire a fare un passo indietro; “se ciò non avverrà chiederemo formalmente una multa di 10 mila euro in capo a ciascuna farmacia che il 26 abbasserà le serranda – minaccia il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – e una sanzione di un milione di euro per Federfarma. L`associazione annuncia anche l`intenzione di inoltrare esposti per interruzione di pubblico servizio contro le farmacie ribelli che verranno segnalate chiuse dai cittadini. “Confermare uno sciopero irregolare equivale a dare una risposta arrogante e di chiusura nei confronti delle istituzioni e dei cittadini – aggiunge il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri – lo stesso atteggiamento mostrato dalle farmacie nei confronti degli sconti per i farmaci di fascia C, prima promessi e poi quasi mai applicati“. Il servizio verrà comunque garantito dalle farmacie comunali che resteranno regolarmente aperte nella giornata di mercoledì, come annuncia la Assofarm attraverso una nota diffusa ieri dal presidente Veniano Gizzi, che “invita le farmacie pubbliche ad operare affinché possano regolarmente garantire il servizio ai cittadini e di alleviare al massimo i disagi per i cittadini“.
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