21 Luglio 2006

Il Tar dà ragione all`Authority: l`ex direttore era incompatibile

Il Tar dà ragione all`Authority: l`ex direttore era incompatibile. Una sanzione da 14,3 milioni di euro

Rai, confermate le multe su Meocci

L`Unione: “Paghi chi ha sbagliato“ La nomina venne decisa dal ministero dell`Economia del governo Berlusconi

ROMA – I giudici amministrativi del Tar confermano il verdetto dell` Autorità per le Comunicazioni. Riga per riga, sanzioni incluse. I giudici ribadiscono che Alfredo Meocci non sarebbe mai dovuto diventare direttore generale della Rai, perché incompatibile con il ruolo. Per sette anni, prima del suo approdo in Rai, Meocci aveva lavorato proprio all`Autorità (come garante del settore tv). Aveva vigilato, quindi, anche sulla Rai. Per questo, chiusa l`attività da garante, gli era preclusa una nomina manageriale alla televisione di Stato. Ribadita l`incompatibilità, i giudici del Tar confermano anche le multe che l`Autorità aveva stabilito nel suo verdetto del 27 aprile. Meocci dovrà pagare 373 mila euro (pari in sostanza allo stipendio che ha incassato nei 9 mesi da direttore generale). Mentre la Rai dovrà staccare un assegno da 14,3 milioni di euro. I tre consiglieri della Rai in quota all`Unione – Curzi, Rizzo Nervo e Rognoni – chiedono che la tv di Stato venga esentata dal pagamento della sanzione milionaria. A volere Meocci come direttore generale, scrivono i tre, fu l`azionista della Rai. Cioè il ministero dell`Economia, che detiene il 99,5 per cento delle azioni di Viale Mazzini. Sarebbe più giusto, quindi, imporre il pagamento dei 14,3 milioni proprio al ministero. Ad aggravare la posizione dell`azionista c`è il fatto che i tre consiglieri, e lo stesso presidente Petruccioli, avevano preavvisato tutti della possibile incompatibilità di Meocci. Sottoscrive il diessino Fabrizio Morri: “Una multa da 14,3 milioni di euro – spiega – significa azzerare l`utile che la Rai ha portato a casa con il bilancio 2005. L`azienda entrerebbe in una situazione di stallo, con danno per dipendenti e cittadini abbonati“. Sottoscrive Luciana Sbarbati (dei Repubblicani Europei). Invece Giuseppe Giulietti, lui pure ds, chiama in causa Angelo Maria Petroni, consigliere di amministrazione forzista e rappresentante proprio del ministero dell`Economia nel Cda aziendale. Il sindacato dei giornalisti (l`Usigrai) minaccia agitazioni se la tv di Stato sarà obbligata a pagare. I consumatori del Codacons chiedono infine che la multa sia scaricata – “personalmente“ – sui consiglieri che votarono la nomina.

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