20 Luglio 2006

Protesta riuscita dei farmacisti: sopra il 90% le adesioni

Nella loro prima protesta unitaria i farmacisti hanno dimostrato di essere compatti: secondo la Federfarma l`adesione nazionale è arrivata al 93 per cento, con punte del 100 per cento in alcune province. Le saracinesche sono rimaste abbassate contro il decreto Bersani. “La compattezza con cui i colleghi hanno aderito allo sciopero dimostra quanto i farmacisti siano preoccupati per il futuro della loro professione e per le conseguenze sui cittadini dell`indebolimento del servizio farmaceutico“ ha affermato Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma. In alcuni centri i colleghi hanno organizzato forme di protesta spontanee. A Roma più di 800 farmacisti in camice bianco hanno manifestato sotto i ministeri dello Sviluppo economico e della Salute e hanno distribuito volantini, spiegando ai cittadini i motivi dell`agitazione. “Domani – conclude Caprino – si terrà l`assemblea nazionale di Federfarma, alla quale è stato invitato il ministro Bersani. Se non avranno segnali concreti di apertura i farmacisti sono pronti a programmare nuove, pesanti forme di protesta“. I farmacisti comunali di Assofarm, che non hanno aderito alla protesta, e che ieri hanno attutito i disagi dei cittadini, hanno preso distanze dallo sciopero. “Intanto va detto – ha commentato Assofarm – che non si tratta di uno sciopero ma di una serrata: la prima nella storia delle farmacie italiane. Reazione spropositata,a nostro giudizio, perché le misure con tenute nel Decreto Bersani non sono un fulmine a ciel sereno“. Infatti da diversi anni, ricordano, si parla della fuoriuscita del farmaco da banco dal canale esclusivo delle farmacie. Lo stesso ministro Bersani ha però lasciato comprendere che esiste qualche possibilità di apertura rispetto alle richieste dei farmacisti. Le norme presenti nel decreto competitività relative alle farmacie propongono “modelli largamente diffusi anche in Europa. E diciamo anche che l`aspirina in quei Paesi costa meno“, ha affermato il ministro per lo sviluppo economico a margine di un convegno di Unioncamere. Alcune associazioni, come il Codacons, si sono dette pronte a denunciare per interruzione di pubblico servizio le farmacie chiuse, invitando i cittadini a segnalarle, ed a boicottarle domani, rifornendosi solo presso quelle comunali.

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