20 Luglio 2006

Sciopero farmacie, aderisce il 93% Il Codacons: “Li denunceremo“

Nuove proteste in arrivo Sciopero farmacie, aderisce il 93% Il Codacons: “Li denunceremo“



ROMA – E` stata la giornata del primo sciopero da 37 anni, e ha coinvolto il 93% delle farmacie aderenti a Federfarma (oltre 16.500 esercizi in tutta Italia). Ovvero la quasi totalità delle farmacie private italiane. Unica eccezione quelle del Trentino, che non hanno abbassato le serrande per non creare disagi alla popolazione, così come quelle comunali e le 1500 private di turno obbligatorio. E già il Codacons, che stamani aveva invitato i cittadini a boicottare le farmacie rifornendosi solo presso quelle comunali, ha reso noto attraverso un comunicato che denuncerà quelle che hanno hanno aderito allo sciopero. “Provvederemo a denunciarle per interruzione di pubblico servizio – scrive in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi – e chiederemo nei confronti dei farmacisti responsabili il ritiro della licenza“, precisando che “questo sciopero è intollerabile perchè vuole proteggere assurdi privilegi e impedire la vendita dei farmaci nei supermercati, cosa che farebbe risparmiare ai cittadini 424 milioni di euro l`anno“. Oggi i quasi 500 titolari di farmacie arrivati a Roma per protestare contro il decreto Bersani (tra titolari e non sono circa 15mila le persone in sciopero) hanno distribuito volantini. Rappresentanti della categoria hanno raggiunto le sedi istituzionali e di partito, manifestando “non in favore degli interessi dei farmacisti, ma a tutela della salute dei cittadini“, fa sapere Franco Caprino, segretario generale di Federfarma, la grande federazione che riunisce circa 16mila farmacie private. “Abbiamo deciso per il volantinaggio – aveva dichiarato Caprino – dopo aver chiesto, inutilmente, un incontro con il ministro Bersani che non si è degnato neanche di risponderci“. Dal canto suo, il dirigente di Federfarma si è dichiarato convinto che “sia necessario abbassare il costo dei farmaci troppo cari in Italia rispetto agli altri Paesi europei, ma la strada non è quella indicata dal ministro“. Nel volantino, oltre a ribadire la protesta delle farmacie private contro il decreto Bersani, si `bacchetta` anche il governo accusato di voler così “trasformare il farmaco in prodotto di largo consumo“ e “la farmacia in un punto vendita alle dipendenze di una multinazionale“ . Il ministro Bersani, commentando le proteste della categorie interessate dalle liberalizzazioni ha dichiarato che “alcune delle categorie tra avvocati, notai e farmacisti hanno lobby forti nelle aule del Parlamento. Ma se facciamo perno sulle vicende dei tassisti, con la resistenza che abbiamo fatto alla piazza, anche gli altri capiranno che non stiamo scherzando“. Al grido “più concorrenza più libertà“ una delegazione del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, tutti non proprietari di farmacia, ha inscenato una manifestazione in piazza Duomo a Milano contro lo sciopero indetto, per oggi, dai farmacisti. “Siamo contro lo sciopero – dice Pietro Marino, delegato del movimento per la Lombardia – perché è svantaggioso per il cittadino, soprattutto per gli anziani. Manifestiamo perché il Decreto Bersani forse potrà risolvere alcune anomalie delle farmacie italiane, e soprattutto dare più lavoro ai giovani farmacisti. Siamo per l`abolizione del numero chiuso di farmacie“. Ma l`agitazione non sembra destinata a placarsi troppo in fretta: Federfarma ha fatto sapere che vista la gravità della situazione, venerdì 21 luglio è stata convocata un`assemblea nazionale straordinaria per decidere ulteriori e più pesanti iniziative di protesta.

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