20 Luglio 2006

E` sindrome Protestano tutte le categorie



ROMA FARMACIE, panificatori, banche, architetti, e adesso anche ragionieri e commercialisti che hanno proclamato lo stato di agitazione e indetto una manifestazione nazionale per il 28 luglio, davanti a Palazzo Chigi. La protesta contro le liberalizzazioni si diffonde a macchia d`olio. La commissione di garanzia sugli scioperi, intanto, ha aperto un “procedimento di valutazione“ sullo sciopero dei tassisti e su quello degli avvocati. Ieri, è stata la giornata dello sciopero dei farmacisti contro la vendita di farmaci da banco anche nella grande distribuzione. A Roma, cartelli. slogan e volantini in piazza Montecitorio e davanti ai ministeri dello Sviluppo economico e della Salute; nel resto d`Italia, un`adesione massiccia che – dati Federfarma – ha raggiunto il 93% delle farmacie private. “La compattezza dei colleghi – ha detto Franco Caprino, segretario nazionale del sindacato – dimostra quanto i farmacisti siano preoccupati per il futuro della loro professione“. DA PARTE SUA, il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, si è detto pronto a discutere, purché non si tocchino gli obiettivi della riforma: “Chi deve vincere è il consumatore“. E i consumatori si sono già fatti sentire. IL CODACONS ha contestato pesantemente lo sciopero di ieri, minacciando esposti alle procure, mentre l`Aduc (Associazione di difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha chiesto al governo di non cedere alle pressioni. Sulla stessa linea, diversi esponenti della maggioranza e il Movimento nazionale dei liberi farmacisti, mentre non mancano le critiche del centrodestra. INTANTO, sono entrate in subbuglio anche le altre categorie, a cominciare dai fornai. La Federazione italiana panificatori (Fippa) dice no “a forme aprioristiche di protesta pubblica“, privilegiando “la strada del confronto e del dialogo istituzionale“. Ma a livello locale i toni sono ben più agguerriti. Dai panettieri alle banche, il clima non cambia, specie per quanto riguarda la parte del decreto sull` adeguameno dei tassi. Il neopresidente dell`Abi, Corrado Faisola, chiede modifiche, avvisando che la norma “non aumenta la concorrenza del sistema bancario, ma rischia semmai di ingessarla“. INFINE, gli architetti in difesa delle tariffe minime. In una lettera al premier Prodi, la richiesta di un passo indietro, per non compromettere la qualità della progettazione.

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