20 Luglio 2006

A Cagliari adesione compatta



Serrande abbassate in tutta la Sardegna. Anche nell`isola i farmacisti hanno protestato compatti contro il decreto Bersani. A Cagliari la Federfarma parla di un`adesione allo sciopero del 95 per cento, in linea con il dato nazionale (93%). E se da una parte i farmacisti hanno dato vita a una manifestazione storica (da 37 anni a questa parte non si vedeva uno sciopero), dall`altra sono arrivate le pesanti accuse delle associazioni dei consumatori. “Sciopero inopportuno e pretestuoso“, attacca l`Adiconsum, mentre il Codacons annuncia che “verranno denunciate per interruzione di pubblico servizio le farmacie che hanno chiuso“. Unica defezione alla manifestazione, anche nell`isola, quella di Assofarm (che in Sardegna raccoglie pochi associati): “Non è con lo sciopero che si risolvono i problemi“, commenta il presidente Venanzio Gizzi. “Noi siamo più attenti ai cittadini, e non al mercato del farmaco“. adesione totale“Hanno chiuso le serrande quasi tutte le farmacie di Cagliari. Anche quelle che avevano inizialmente aperto si sono ricredute“. È il commento di Andrea Fasciolo, presidente della Federfarma cagliaritana, che si è riunita in assemblea in un hotel della città per fare il punto della situazione. Due le preoccupazioni: “La sicurezza dei cittadini, che non so se potrà essere garantita con la vendita dei farmaci nei supermercati. E poi c`è in gioco la professionalità: il rischio è che il mercato libero porti alla nascita di catene di farmacie controllate dai grandi capitali. Significherebbe la morte dei farmacisti presenti nei piccoli centri e la difficile sopravvivenza degli altri“. La contrarietà al decreto Bersani non è totale: “Non ne chiediamo l`abolizione – conclude Fasciolo – ma che ci sia una concertazione e la correzione di alcuni punti“. Come l`introduzione di un limite all`associazionismo: al massimo tra quattro farmacie. i consumatoriDiversi i banchetti predisposti in tutta la Sardegna, dall`Adiconsum, per la raccolta di firme a favore del decreto. L`associazione dei consumatori non ha perso l`occasione per attaccare le farmacie. “Un`iniziativa inaccettabile – sottolinea Simone Girau, segretario provinciale di Cagliari, – certamente inopportuna e pretestuosa. Non ne capiamo i motivi. Sarebbe stato meglio il dialogo e la concertazione. La scelta di scioperare assomiglia molto a un ricatto: i farmacisti vogliono restare una casta chiusa ed erogando un servizio indispensabile pensano di poter fare quello che vogliono agitando la minaccia dello sciopero“. la cooperativaSul dibattito per calmierare i prezzi c`è la posizione, fuori dal coro, della Cosafaca, la cooperativa di farmacisti che raccoglie in Sardegna 280 soci (su 530 farmacie) e che ne serve 450. “Da tempo abbiamo avviato iniziative di risparmio“, commenta Corrado Giua, del consiglio d`amministrazione. “Farmaci generici, latte in polvere competitivo: con questi strumenti abbiamo contrastato i prezzi imposti dal mercato delle grandi marche. Inoltre con Farmacheck, progetto per la prevenzione, diamo un servizio nelle farmacie che contribuisce a controllare la spesa sanitaria“. Se la Cosafaca non sembra guardare con criticità al decreto Bersani per quanto riguarda i prezzi dei farmaci, le preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini ci sono tutte: “Siamo sottoposti a continui controlli sanitari. Lo sarà anche il supermercato che non ha le caratteristiche di una farmacia?“ domani assembleaLa partita è ancora aperta. Domani, a Roma, si terrà un`assemblea nazionale straordinaria di Federfarma. È stato invitato anche il ministro Bersani. Matteo Vercelli 20/07/2006 Dopo i tassisti, i farmacisti. Ieri serrande abbassate e adesione massiccia alla protesta contro il decreto del ministro Bersani

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