Le farmacie reatine dicono “no“ a Bersani
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fonte:
- Il Tempo
Il presidente Caramagno: “Siamo una categoria compatta. Pronti nuovi scioperi e una manifestazione“
“È ANDATA bene. Abbiamo dimostrato d`essere una categoria compatta“. Trapela la soddisfazione, nelle parole di Corrado Caramagno, presidente di Federfarma Rieti, che commenta il risultato della serrata delle farmacie di ieri, in provincia come in tutto il resto d`Italia. L`oggetto del contendere è sempre lo stesso: il decreto Bersani sulle privatizzazioni, che sta creando e ha creato forti malumori in molte categorie. E che, nella parte che riguarda i farmacisti, stabilisce la libera vendita di tutti i prodotti non soggetti a prescrizione medica, con la possibilità di forti sconti. Numeri alla mano, tutte le circa 70 farmacie di proprietà del territorio hanno aderito alla protesta, lasciando le saracinesche abbassate, ma garantendo il servizio minimo con il sistema dei turni. Con l`eccezione delle farmacie comunali, il cui statuto impedisce d`aderire a simili agitazioni. In tutte le farmacie private di Rieti, aperte o chiuse che fossero, era appeso in bella evidenza il volantino che spiega le ragioni della protesta, di quel “noi non ci stiamo“, che vuole contrastare il decreto governativo su tre punti: il declassamento del farmaco in bene di consumo, lo svilimento del farmacista come semplice commesso e la trasformazione di un punto vendita alle dipendenze delle multinazionali. E nella mattinata di ieri, i farmacisti di Rieti in sciopero si sono riuniti presso la sede locale di Federfarma per decidere le prossime mosse. “Alzeremo il tono della protesta spiega Caramagno Domani a Roma si terrà una nuova assemblea nazionale di Federfarma e Rieti sarà in prima linea nel sostenere nuove giornate di sciopero ed una manifestazione. A queste proteste aggiungeremo, molto probabilmente, una raccolta firme, iniziata da Fenagifar (Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti) per convincere il governo a ritirare il decreto. Inoltre potremmo anche ricorrere alla misura estrema della sospensione dell`indiretta (la convenzione tra Stato e farmacie che permette di passare medicinali gratis a chi ne ha diritto, rimborsando gli esercenti in un secondo momento e non gravando sulle tasche dei cittadini, ndr)“. Insomma la strada è tutta in salita e si annunciano nuovi disagi. E se i cittadini si dividono tra chi appoggia la vertenza dei farmacisti e chi, invece, storce il naso, c`è già chi ha le idee ben chiare su quale lato scegliere. Come il Codacons che nella giornata di ieri, ha annunciato un esposto contro Federfarma per interruzione di pubblico servizio. Intanto per oggi è prevista un`assmblea dei panificatori contro la liberalizzazione del settore. “Non siamo disposti a far morire l`arte bianca“, affermano colpiti dalla mancata concertazione preventiva da parte del ministro Bersani.
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