20 Luglio 2006

BENZINA: BERSANI, CONTRO CARO-PREZZI TORNA MONITORAGGIO

BENZINA: BERSANI, CONTRO CARO-PREZZI TORNA MONITORAGGIO/ANSA




BONANNI, SALASSO PER ITALIANI, SUBITO DECRETO SU ACCISE









(ANSA) – ROMA, 19 lug – Torna il monitoraggio del governo sui

prezzi della benzina. E per contrastare i rincari dei prezzi

negli impianti di distribuzione che, sulla scorta del

caro-greggio, ieri hanno superato gli 1,4 euro per litro, il

ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani promette di

intensificare il “pressing“ sulle compagnie petrolifere. Ma

senza mettere subito mano – come invece chiede a gran voce il

segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni – alle accise

sui carburanti, cioé alle tasse attraverso cui l`erario

guadagna dai rincari dei prezzi.

Le quotazioni del greggio sono in calo sotto i 74 dollari ma

rimane rovente il clima sui rincari record della benzina. Tanto

da portare a Bersani a rispolverare i controlli sui prezzi.

“Faremo settimanalmente – ha promesso oggi il ministro –

ripristinando una antica tradizione, una verifica della forbice

tra i nostri prezzi della benzina e quelli della media Ue. E

chiameremo a questo proposito i petrolieri, cominciando a fare

il pressing necessario con gli strumenti che abbiamo“.

Il ministero di Via Veneto ha anche avviato colloqui sul tema

della rete di distribuzioni che, secondo diversi osservatori

come l`Istituto Bruno Leoni, con le sue inefficienze

contribuisce a mantenere i prezzi italiani al di sopra della

media europea. Ma sulle accise “non credo – ha detto Bersani –

che sia possibile operare un intervento in questo momento,

almeno stando a come è messo attualmente il meccanismo della

Finanziaria“, anche perché “purtroppo sono scarsi gli

strumenti attualmente a nostra disposizione“. Il provvedimento

previsto dal pacchetto Bersani sull`energia, quindi, come

previsto, “partirà dal primo gennaio prossimo“.

Insomma, ci vorranno ancora sei mesi prima che il governo

metta mano alle tasse sui carburanti per cercare di attutire

l`impatto dei prezzi saliti alle stelle sulle tasche degli

automobilisti. Un rinvio che non piace al segretario generale

della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale per evitare il

“salasso“ che aspetta gli italiani che partiranno per le

vacanze, il governo “può benissimo anticipare subito il

decreto sulle accise sulla benzina. Non si capisce – dice

Bonanni – perché bisogna attendere altri sei mesi: l`unica

ragione è quella di incamerare altri 1.200 milioni di euro di

maggiore gettito Iva senza colpo ferire“. Il leader della Cisl,

comunque, apprezza “gli sforzi che sta facendo il ministro

Bersani per verificare la forbice tra i nostri prezzi della

benzina e quelli della media Ue“, con gli italiani che pagano

il 14% in più rispetto al resto d`Europa, per colpa di una

“finta liberalizzazione“ con le compagnie petrolifere che

“fanno `cartello` sui prezzi“.

A chiedere che il governo metta mano alle accise sui

carburanti è anche il Codacons: secondo l`associazione dei

consumatori, che promuove il pressing promesso da Bersani sulle

compagnie, il governo dovrebbe seguire l`esempio degli Stati

Uniti, e “obbligare le compagnie petrolifere a reinvestire i

maxi-profitti in Italia“. E mentre l`Adiconsum propone al

Governo di far sì che le variazioni dei prezzi dei carburanti

avvengano soltanto ogni tre mesi, il presidente di Confapi Paolo

Galassi chiede “una liberalizzazione del mercato energetico“

di fronte a prezzi “inaccettabili“ per le imprese. (ANSA)

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