19 Luglio 2006

I comuni potranno affidare licenze taxi temporanee

Sulla liberalizzazione dei taxi parola ai comuni. Saranno infatti gli enti locali i protagonisti della nuovo sistema di assegnazione di turnazioni e licenze sul quale il governo e i rappresentanti della categoria hanno trovato l`accordo dopo giorni di accese proteste e scioperi selvaggi contro il decreto Bersani. Nell`emendamento al dl 223 depositato ieri dal governo in commissione bilancio al senato, scompare il cumulo delle licenze che aveva fatto andare su tutte le furie i conducenti delle auto bianche. I comuni avranno un ampio ventaglio di scelte per modulare il servizio di taxi in base alle esigenze del mercato. Potranno, ad esempio, fissare turni integrativi, oltre a quelli ordinari, che potranno essere svolti anche da sostituti alla guida in regola con i requisiti previsti dalla legge. Le autorizzazioni alla guida dovranno essere trasmesse al comune almeno il giorno prima dell`avvio del servizio. Sull`effettivo svolgimento dei turni vigileranno gli enti locali che dovranno mettere a punto ”idonee forme di controllo”. Inoltre, i comuni potranno bandire concorsi straordinari per l`assegnazione di nuove licenze, gratuite o a titolo oneroso. In quest`ultimo caso i municipi fisseranno l`importo da corrispondere e i criteri di selezione. I proventi saranno ripartiti per almeno l`80% tra i tassisti titolari di licenza; il resto sarà utilizzato dai comuni per finanziare iniziative finalizzate al controllo e al miglioramento della qualità dei servizi pubblici non di linea, nonché alla sicurezza di passeggeri e conducenti. A questo scopo verranno utilizzate anche tecnologie satellitari. Un`altra novità rilevante è rappresentata dalla possibilità di rilasciare licenze temporanee o stagionali, non cedibili, per fronteggiare eventi straordinari o periodi in cui si prevede un aumento della domanda. Ancora, i comuni potranno autorizzare, soprattutto i consorzi e le cooperative, a utilizzare veicoli sostitutivi e aggiuntivi per lo svolgimento di servizi diretti a specifiche categorie di utenti. Ma il ventaglio di possibilità per gli enti locali non finisce qui. Il governo ha infatti aperto alla sperimentazione di forme innovative di servizio all`utenza. Prevedendo, ad esempio, tariffe differenziate e obblighi di servizio, con licenze ad hoc. E gli utenti potranno anche usufruire di tariffe predeterminate dal comune per percorsi prestabiliti. Infine, per garantire qualità, regolarità e efficienza del servizio taxi, i comuni potranno costituire un comitato di monitoraggio composto da funzionari comunali competenti in materia di mobilità e trasporto pubblico, nonché dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, degli operatori di radiotaxi e delle associazioni degli utenti. Le reazioniIl compromesso è stato accolto con favore dagli enti locali. Per il presidente della provincia di Milano, Luigi Penati, ”le istituzioni locali saranno chiamate a impegnarsi per migliorare il servizio”. Parole che trovano d`accordo il presidente dell`Anci, Leonardo Domenici. ”L`intesa”, spiega il sindaco di Firenze, ”offre infatti ai comuni nuovi e innovativi strumenti che saranno utili proprio per potenziare un servizio, necessario per i cittadini”. Il presidente dell`Anci ha anche annunciato la disponibilità dell`associazione a ”svolgere una funzione di coordinamento, indirizzo e verifica della applicazione di quanto previsto dall`accordo, entro i prossimi sei mesi”. Sulla stessa lunghezza d`onda il sindaco di Milano, Letizia Moratti, secondo cui ora bisogna lavorare per dare concreta attuazione alla riforma. Una dichiarazione d`intenti che, insieme a quanto annunciato dal sindaco di Roma, Walter Veltroni, che ha promesso l`assegnazione di 100 licenze taxi entro luglio, dimostra, a giudizio del ministro Pierluigi Bersani come ”il decreto realizzi un cambiamento reale”. Pioggia di critiche invece dall`opposizione di centro-destra e dalle associazioni dei consumatori. Secondo Fabrizio Cicchitto (Forza Italia) le misure dapprima introdotte e poi ritirate dal ministro dello sviluppo economico servivano solo per distogliere l`attenzione dalla parte liberticida del decreto sul fisco elaborato da Visco. Mentre per Gianfranco Rotondi segretario della Democrazia Cristiana il pareggio nella trattativa con i tassisti rivendicato da Bersani è una sonora sconfitta per il governo. Critico anche il capogruppo dei senatori di An, Altero Matteoli, secondo cui l`intesa scarica tutte le responsabilità sui comuni, i quali potevano, dice l`ex ministro dell`ambiente, tranquillamente farne a meno. Caustico Michele Vietti, responsabile economia dell`Udc: delle due l`una: o i tassisti sono stati ingannati o Bersani ha dovuto rimangiarsi uno dei punti cardine del suo pacchetto sulle cosiddette liberalizzazioni Per il Codacons il dietrofront del governo è un atto gravissimo, mentre a giudizio dell`Adusbef e di Federconsumatori l`esecutivo ha ceduto ai ricatti della piazza. Divisi i sindacati. Bisognava affrontare la vertenza in modo diverso, ha commentato Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, che ha aggiunto: solo il tempo dirà se è un compromesso che aiuta anche i consumatori. Una cautela che risuona anche nelle parole del leader della Cisl, Raffaele Bonanni: vedremo se ci saranno più taxi e i prezzi saranno adeguati. Secondo il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, invece, la vertenza si è chiusa con un sostanziale pareggio.

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