19 Luglio 2006

“Se restano i problemi servirà un giro di vite“

Il ruolo di Veltroni Il leader della Margherita non ha gradito l`intervento al ribasso del sindaco
“Se restano i problemi servirà un giro di vite“


ROMA Pareggio o marcia indietro? Il giorno dopo l`accordo tra il ministro Pierluigi Bersani e i tassisti, le auto bianche tornano tutte regolarmente in servizio, ma è a Palazzo Chigi che suona l`allarme. A chiedere chiarimenti è il presidente del Consiglio, da poche ore rientrato da Mosca. Teme l`effetto domino: oggi i tassisti, domani i farmacisti, poi gli avvocati, i notai. Avanti di questo passo dove si va a finire? E per questo Romano Prodi lancia un altolà: sulle liberalizzazioni “nessun cedimento“. Anche il vicepremier Francesco Rutelli non nasconde una certa irritazione: “Sui taxi avrei preferito più liberalizzazione“ dice. L`opposizione invece attacca a testa bassa. Per Altero Matteoli (An) “dopo le dichiarazioni di intransigenza il vero sconfitto è Prodi“, mentre il collega di partito Gianni Alemanno celebra il “grande successo della mobilitazione popolare“. Adusbef, Federconsumatori e Codacons non usano mezze misure e accusano esplicitamente il governo di “cedimento alle lobby“. Gelo anche dai sindacati: “La questione andava affrontata in un altro modo“ dichiara Guglielmo Epifani (Cgil). Il premier è venuto a sapere dell`intesa sulle licenze solo lunedì a tarda sera, quando i giochi ormai erano chiusi, e le voci lo descrivono molto preoccupato al telefono con Bersani. Ieri il faccia a faccia, per spiegarsi e fissare nuovi paletti. Secondo Prodi, infatti, “il tam-tam della categoria fa venir fuori, a livello di immagine, una loro vittoria sul governo. Una reazione che ha fatto una certa impressione: è come se avessero vinto i mondiali“. E ora altre categorie potrebbero imitarli, col rischio di snaturare il decreto. Bersani, invece, insiste sul concetto del pareggio, sulla bontà dei risultati raggiunti. “Abbiamo ottenuto l`ok a norme alle quali i tassisti si erano detti contrari fino a pochi minuti prima della trattativa – ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico al premier -. Se i Comuni applicheranno le norme che abbiamo preparato avranno il potere di cambiare veramente le cose“. Quanto alla frase “abbiamo vinto!“ urlata lunedì sera dai rappresentanti dei tassisti, a suo parere quello “era l`unico modo che avevano per sedare gli animi di una piazza altrimenti difficile da controllare“. Mentre da Roma e Milano i sindaci annunciano che si metteranno subito al lavoro (Veltroni, in particolare, assegnerà 100 licenze già entro il mese) e il presidente dell`Anci Leonardo Domenici parla di “buon accordo“, le cronache ufficiali riferiscono di un Prodi alla fine “confortato“ dalle rassicurazioni ricevute, ma anche molto determinato nel ribadire che in materia di liberalizzazioni la barra “va tenuta dritta“. Messaggio a Bersani e a tutta la maggioranza: attenti a non dare spazio a cedimenti per evitare che altre categorie comincino a esasperare il confronto col governo. “Il senso di responsabilità suggerisce che si accetti il compromesso – spiega invece Rutelli – ma verificheremo attentamente che funzioni: se il servizio migliorerà, bene. Se però i problemi non si risolveranno, bisognerà tornare a liberalizzazioni più coraggiose“. Il vicepremier, che come sindaco di Roma nel `98 tentò invano di liberalizzare i turni, questa storia dei taxi se l`è un po` legata al dito. “Che il servizio non funzioni è davanti agli occhi di tutti“ insiste, tradendo una certa insofferenza per una mediazione al ribasso che ha visto tra i protagonisti il suo successore alla guida della capitale, Walter Veltroni. Che ora è diventato il vero paladino dei tassisti mentre i consiglieri di An l`hanno incoronato “sindaco di tutti“. Dalle fila della Margherita è il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, a esplicitare la linea del vicepremier. “Io di Bersani mi fido – spiega – però il giudizio su questo provvedimento è sospeso. Se la sperimentazione di sei mesi non ottiene i risultati che ci prefiggiamo, e che anche i tassisti nel loro interesse dovrebbero perseguire, dovremo senz`altro passare a misure più drastiche. Basta aspettare la ripresa dopo la pausa estiva per capire subito se cambia o meno qualcosa“. Tra i Ds, invece, l`economista Nicola Rossi punta il dito sul ruolo dei Comuni. “L`applicazione dell`accordo – afferma – è lasciata alla buona volontà dei sindaci e senza una norma molto cogente è difficile che si possano ottenere dei risultati. La prima formulazione invece era molto più stringente“. In effetti, come spiega Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani e presidente della Commissione attività produttive della Camera, il decreto prevede passaggi molto “macchinosi“, “molto meglio la proposta di legge che ho presentato assieme all`Istituto Bruno Leoni e che prevede di regalare una licenza a tutti i tassisti. Così si raddoppia il numero delle auto e si dà a tutti un indennizzo“. Capezzone proclama “pieno appoggio a Bersani“, però “oggi non è certo una giornata di festa: si è data la sensazione che se c`è una categoria che protesta, fa scioperi selvaggi e picchia due giornalisti alla fine ottiene un pareggio. Non va bene, per una questione d`immagine, psicologica: ora farmacisti, notai e avvocati faranno lo stesso“. Antonio Polito, senatore della Margherita ed ex direttore del “Riformista“, parla di “effetto ciliegia“. “C`è il rischio che una protesta tiri l`altra – afferma -. Per questo Prodi deve tenere duro: le liberalizzazioni sono una vera propria boccata d`ossigeno per il governo, che dà il senso di una direzione di marcia. Non è una bandiera di poco conto per questa fase della legislatura“.

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