19 Luglio 2006

BENZINA: SFONDA 1,4 EURO; BERSANI MONITORA PETROLIERI

BENZINA: SFONDA 1,4 EURO; BERSANI MONITORA PETROLIERI/ANSA








(ANSA) – ROMA, 18 lug – Gli italiani si mettono al volante

per l`esodo estivo con la benzina che sfonda per la prima volta

la soglia di 1,4 euro al litro. Un rincaro che porta il costo di

un pieno di un`auto di media-grande cilindrata a oltre 70 euro,

l`11% in più rispetto allo scorso anno, e che pone l`Italia

sempre più ai vertici del caro-carburante in Europa. La

situazione non può che allarmare il ministro per lo Sviluppo

economico, Pierluigi Bersani, che assicura un attento

monitoraggio del comportamento dei petrolieri, da tempo accusati

dai consumatori di essere rapidi nei rialzi e non altrettanto

pronti nelle riduzioni.

A mettere mano al listino sono stati i marchi Api e Ip, dove

la benzina senza piombo costa da oggi 1,409 euro al litro:

l`aumento rispetto a ieri è di 0,010 euro. Gli altri principali

marchi restano invece al di sotto di questa nuova soglia

psicologica, fermandosi tutti (tranne la Erg, a 1,394) a 1,399

euro. Anche il gasolio mette l`acceleratore, anche se con 1,229

euro di Api e Ip non sfonda il massimo di 1,245 segnato il 6

maggio scorso. Tutte cattive notizie per chi deve mettersi in

viaggio in questi giorni e che, su autostrade e tangenziali,

come anche in alcune località di villeggiatura più disagiate

dal punto di vista dei rifornimenti, troverà prezzi ancora più

alti in virtù dei differenziali di prezzo previsti.

Secondo l`Adusbef, infatti, in alcune isole e in Campania e

Molise (regioni dove sono in vigore differenziali decisi dagli

enti locali in seguito ai tagli dei trasferimenti nazionali per

la sanità) i prezzi già sfiorano 1,5 euro al litro. Insomma,

ai prezzi attuali, calcola l`associazione, un pieno di 50 litri

di benzina costa oggi 7,5 euro in più rispetto allo scorso

anno.

Su altri differenziali si interroga invece Bersani,

preoccupato per il divario di prezzo tra l`Italia e gli altri

Paesi dell`Unione europea: “Si può riconoscere – ha spiegato

il ministro nel corso della trasmissione Radio anch`io – una

forbice con i prezzi europei in ragione della struttura della

rete, ma deve essere quella e, se possibile, deve diminuire, non

può aumentare“. A guardare i dati presenti sul sito del

ministero, in effetti, si vede che in Italia il prezzo al

consumo è del 14% superiore rispetto alla media Ue e che nel

giro di un anno il divario è per l`appunto aumentato, da 0,168

a 0,173 euro al litro. Anche sul fronte del prezzo industriale

le cose non vanno benissimo: in Italia è del 5,5% superiore al

resto d`Europa. “Per capire meglio come vanno le cose – ha

quindi detto Bersani – stiamo mettendo insieme un osservatorio

sui prezzi e dando un`occhiata a come si comportano i

petrolieri“. Il Codacons chiede quindi all`Antitrust di

prendere “immediati provvedimenti cautelativi contro queste

enormi differenze di prezzo tra Italia e Ue, accertando le

speculazioni legate ai prezzi dei carburanti, che puntualmente

si impennano alla vigilia di ogni esodo“.

A pesare sui prezzi, in ogni caso, è ovviamente il

caro-petrolio, con il record di 78,40 dollari fatto segnare

nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, in concomitanza con

il riacutizzarsi degli scontri in Medio Oriente. Da allora le

quotazioni dell`oro nero sono rientrate su livelli, per così

dire, più contenuti intorno ai 75 dollari, anche se nella

giornata di oggi il greggio si è riaffacciato a quota 76

dollari al barile. L`effetto del picco, a distanza di qualche

giorno, non è così mancato ed ecco quindi il nuovo record

sopra la soglia di 1,4 euro.(ANSA).

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