BENZINA: SFONDA 1,4 EURO; BERSANI MONITORA PETROLIERI
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 18 lug – Gli italiani si mettono al volante
per l`esodo estivo con la benzina che sfonda per la prima volta
la soglia di 1,4 euro al litro. Un rincaro che porta il costo di
un pieno di un`auto di media-grande cilindrata a oltre 70 euro,
l`11% in più rispetto allo scorso anno, e che pone l`Italia
sempre più ai vertici del caro-carburante in Europa. La
situazione non può che allarmare il ministro per lo Sviluppo
economico, Pierluigi Bersani, che assicura un attento
monitoraggio del comportamento dei petrolieri, da tempo accusati
dai consumatori di essere rapidi nei rialzi e non altrettanto
pronti nelle riduzioni.
A mettere mano al listino sono stati i marchi Api e Ip, dove
la benzina senza piombo costa da oggi 1,409 euro al litro:
l`aumento rispetto a ieri è di 0,010 euro. Gli altri principali
marchi restano invece al di sotto di questa nuova soglia
psicologica, fermandosi tutti (tranne la Erg, a 1,394) a 1,399
euro. Anche il gasolio mette l`acceleratore, anche se con 1,229
euro di Api e Ip non sfonda il massimo di 1,245 segnato il 6
maggio scorso. Tutte cattive notizie per chi deve mettersi in
viaggio in questi giorni e che, su autostrade e tangenziali,
come anche in alcune località di villeggiatura più disagiate
dal punto di vista dei rifornimenti, troverà prezzi ancora più
alti in virtù dei differenziali di prezzo previsti.
Secondo l`Adusbef, infatti, in alcune isole e in Campania e
Molise (regioni dove sono in vigore differenziali decisi dagli
enti locali in seguito ai tagli dei trasferimenti nazionali per
la sanità) i prezzi già sfiorano 1,5 euro al litro. Insomma,
ai prezzi attuali, calcola l`associazione, un pieno di 50 litri
di benzina costa oggi 7,5 euro in più rispetto allo scorso
anno.
Su altri differenziali si interroga invece Bersani,
preoccupato per il divario di prezzo tra l`Italia e gli altri
Paesi dell`Unione europea: “Si può riconoscere – ha spiegato
il ministro nel corso della trasmissione Radio anch`io – una
forbice con i prezzi europei in ragione della struttura della
rete, ma deve essere quella e, se possibile, deve diminuire, non
può aumentare“. A guardare i dati presenti sul sito del
ministero, in effetti, si vede che in Italia il prezzo al
consumo è del 14% superiore rispetto alla media Ue e che nel
giro di un anno il divario è per l`appunto aumentato, da 0,168
a 0,173 euro al litro. Anche sul fronte del prezzo industriale
le cose non vanno benissimo: in Italia è del 5,5% superiore al
resto d`Europa. “Per capire meglio come vanno le cose – ha
quindi detto Bersani – stiamo mettendo insieme un osservatorio
sui prezzi e dando un`occhiata a come si comportano i
petrolieri“. Il Codacons chiede quindi all`Antitrust di
prendere “immediati provvedimenti cautelativi contro queste
enormi differenze di prezzo tra Italia e Ue, accertando le
speculazioni legate ai prezzi dei carburanti, che puntualmente
si impennano alla vigilia di ogni esodo“.
A pesare sui prezzi, in ogni caso, è ovviamente il
caro-petrolio, con il record di 78,40 dollari fatto segnare
nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, in concomitanza con
il riacutizzarsi degli scontri in Medio Oriente. Da allora le
quotazioni dell`oro nero sono rientrate su livelli, per così
dire, più contenuti intorno ai 75 dollari, anche se nella
giornata di oggi il greggio si è riaffacciato a quota 76
dollari al barile. L`effetto del picco, a distanza di qualche
giorno, non è così mancato ed ecco quindi il nuovo record
sopra la soglia di 1,4 euro.(ANSA).
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