17 Luglio 2006

Paralisi taxi, una batosta per il turismo

Anche ieri i motori delle auto bianche sono rimasti in silenzio. E in silenzio resteranno oggi, finché non arriveranno notizie – buone o cattive – da Roma. Se la vertenza taxi troverà finalmente uno sbocco, si riprenderà a lavorare. Se il confronto dovesse risolversi con l`ennesimo muro contro muro, la protesta “spontanea“ continuerà a oltranza. Anzi, pare destinata a salire di tono: i conducenti napoletani, che finora si sono limitati a respingere i clienti e a parcheggiare decine di vetture nelle piazze, sarebbero pronti a organizzare forme di lotta più clamorose come il blocco stradale; quelli di Ischia, dovrebbero associarsi alla battaglia. Dal pomeriggio alla tarda serata di ieri il confronto tra una delegazione dei sindacati di categoria e i tecnici del dicastero per lo Sviluppo economico, alla ricerca di una soluzione condivisa sulla liberalizzazione delle licenze. Il canovaccio delle modifiche da apportare al decreto (la questione più controversa riguarda la possibilità di abbinare due targhe a un solo permesso) verrà sottoposto stamattina al ministro Bersani. Soltanto dopo quest`ultimo passaggio sapremo se Napoli continuerà ad essere la capitale dei disagi per i residenti, i pendolari e soprattutto per i turisti. Sono loro, i vacanzieri, a pagare il prezzo più alto. Per non lasciarli a piedi, alcuni albergatori stanno attrezzando un servizio di navetta: ma il trasporto pubblico si rileva ampiamente insufficiente per le necessità di chi deve muoversi con un carico di bagagli tra l`aeroporto, le stazioni ferroviarie, gli scali marittimi. È su questo punto che si concentrano le accuse delle associazioni consumatori. “Trovo vergognoso che le aziende di trasporto non abbiano potenziato le corse per venire incontro alle esigenze dei turisti – commenta l`avvocato Giuseppe Ursini del Codacons Campania – autobus e metropolitane adottano l`orario estivo dai primi giorni di luglio, senza tener conto del fatto che la città non è affatto deserta, e già questo sarebbe uno scandalo. Quest`anno, però, al normale disservizio si aggiunge pure il blocco dei taxi. Possibile che nessuno se ne renda conto? È questa l`immagine di Napoli che vogliamo offrire ai visitatori?“. Entrando poi nel merito della vertenza, Ursini ricorda che “la Regione ha aperto un tavolo di mediazione con tassisti e utenti. Il prossimo incontro si terrà in settimana, l`obiettivo è quello di ottenere per Napoli qualche mese di proroga sull`entrata in vigore del provvedimento. I presupposti per chiudere positivamente la questione ci sono, non ha più senso andare avanti con la protesta“. Una protesta (è bene ricordarlo) dichiarata illegittima dalla commissione di garanzia sugli scioperi. Di precettazione, però, non si parla: la Prefettura conferma che, trattandosi di battaglia “spontanea“ su scala nazionale, ogni decisione va presa a Roma. Anche l`Acusp (Associazione contribuenti utenti servizi pubblici, presidente Alfredo Capasso) è fiduciosa in una soluzione nel breve termine e preferisce, piuttosto, richiamare all`ordine il Comune sulla qualità del servizio taxi: “Servono più posteggi e più colonnine telefoniche, bisogna stipulare convenzioni tra i tassisti e le grandi aziende in modo che i dipendenti possano usufruire di tariffe agevolate, va istituito il titolo di viaggio “Unico Taxi“ che consente l`utilizzo congiunto dell`auto bianca e dei mezzi pubblici. Due cose, però, vanno garantite subito: l`inviolabilità delle corsie preferenziali, dove passano tutti, e la sicurezza dei tassisti, particolarmente esposti al rischio rapine“. Ieri una delegazione di tassisti ha incontrato anche l`ex ministro Francesco Storace di An, a Napoli per un seminario politico, facendo il punto sulla vertenza.

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