16 Luglio 2006

Serra: “Se bloccano le strade, interveniamo“

Serra: “Se bloccano le strade, interveniamo“

I conducenti ribelli in “assemblea permanente“. Ieri posteggi deserti, gravi disagi

Avvisati ma, almeno per ora, non precettati. Cinquantasei ore consecutive di sciopero selvaggio non modificano la situazione. Oggi, domenica 16 luglio, la protesta dei taxi va avanti, il servizio non riprende e, in più, si prepara un nuovo (nazionale) raduno al Circo Massimo per lunedì. Servizio interrotto da giovedì sera, utenza penalizzata, accoglienza turistica in difficoltà, indotto (ristorazione, cinema, eventi) “avvelenato“ da una protesta che lo penalizza, paralizzandolo. Roma però deve aspettare. Oppure (paradossalmente) sperare in un blocco stradale. In quel caso la prefettura, assicura Achille Serra, attende al varco i tassisti:“E` chiaro che interverremo in caso di blocchi stradali. Certo gli autisti non pensano che i romani possano ingoiare angherie e scioperi selvaggi un giorno dopo l`altro“. Giovedì sera. Venerdì. Sabato. Domenica. Tre giorni e mezzo senza servizio. Nessun avviso ai posteggi. Niente comunicazioni ai centralini, dove i cittadini vengon invitati a restare in attesa: “Vi preghiamo di attendere in linea il primo operatore disponibile…“ ripetevano (a beneficio delle società telefoniche) ieri sera allo 06/4994 e allo 06/3570 ieri sera. Denunce e sanzioni nei confronti di chi scioperava a oltranza erano già scattate. Ma dalla prefettura era stato rivolto un invito alle organizzazioni sindacali a non spingersi oltre in una protesta che penalizza tutti gli utenti. Legambiente era intervenuta due giorni fa per ricordare che “l`innalzato livello di polveri sottili inviterebbe a lasciare a casa le auto private“e per invitare a maggior senso di responsabilità chi dovrebbe garantire il trasporto in città. Il Codacons ha rivolto un appello per istituire linee di bus negli aeroporti in parallelo a quelle ferroviarie. Ma,salvo portare pazienza, nessun`altra soluzione è prevista per oggi. Nessuna disponibilità a commentare la situazione da parte dell`assessore al traffico Mauro Calamante. La commissione di garanzia per lo sciopero ha già inviato osservazioni alla presidenza del consiglio convinta che sussista già da alcuni giorni il “pregiudizio al diritto al trasporto dei cittadini“ come spiega Antonio Martone il presidente. Nel frattempo, a Fiumicino, le auto bianche sono sparite persino dal “parcheggio polmone“. Nelle corsie riservate davanti ai terminal ieri c`era soltanto il presidio di conducenti che deve garantire le emergenze. Si salvano solo un paio di person: un signore di Centocelle rientrato precipitosamente da una vacanza negli Stati Uniti per il ricovero della madre al San Camillo e dunque accompagnato in ospedale. E un anziano, vedovo, su una sedia a rotelle, portato a casa, a Guidonia. “Non sapeva dello sciopero: gli abbiamo dato un passaggio“, spiegano al presidio. Ma per tutti gli altri viaggiatori sbarcati al Leonardo da Vinci le tribolazioni sono pesantissime. Roma raggiungibile solo in treno, o con le auto dei noleggiatori bersagliati dagli insulti dei rivali sulle auto bianche. Pochi gli stranieri informati delle agitazioni “l`arrivo a Roma è stato una specie di shock“, racconta Katrina, 45 anni, di Francoforte, carica di bagagli. Va bene a Trenitalia: alla stazione ferroviaria, di fronte al terminal C, dicono che in questi giorni la vendita di biglietti è addirittura quintuplicata. “Ogni convoglio per Ostiense viaggia in media con circa duecento persone a bordo – racconta un capotreno – ma è capitato di avere punte di millecinquecento passeggeri, molti dei quali costretti a stare in piedi per l`esaurimento dei posti a sedere“ Alessandro Fulloni Ilaria Sacchettoni.

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